Andrà tutto bene

Riceviamo da Sara

Questo è un messaggio personale inviato a Gabriela in un momento di grande sofferenza per tutti dovuta alla pandemia del Coronavirus e per lei, in particolare, che si trova attualmente in Vietnam ed avrebbe dovuto ritornare in Italia proprio oggi, dopo un tour di vari mesi, e che sta cercando con difficoltà di varcare i vari confini a volte, ormai, chiusi.
Gabry mi ha chiesto di pubblicarlo su Eleusi perché lo considera un regalo per lei ed una testimonianza per il gruppo AMA DUE, perciò, pur essendo per me solo uno sfogo personale e privato, lo trascrivo come contributo alla tematica che ci impegna da tempo come gruppo in quanto questa grave situazione può rappresentare per noi la ‘prova del nove’ della nostra autenticità, consapevolezza e coerenza.

“Cara Gabry, grazie per i tuoi pensieri di ieri… ci hanno illuminato e fatto tornare in noi stessi… è facile ‘perdersi’ in momenti come questo, in cui siamo messi veramente e concretamente alla prova… bisognerebbe avere uno sguardo esterno, panoramico, globale e non particolare, ma è molto difficile per noi e tu ci hai capito ed aiutato…
La cosa che più mi fa paura non è la singola morte di ogni uomo perché nel mondo ogni giorno si muore a migliaia e per diversi motivi e ciò si considera naturale perché fa parte della vita e ci si rassegna, pur con dolore, perciò la morte in sé non mi angoscia come e quanto ciò che sta avvenendo adesso… Quello che mi spaventa è questo profondo senso di annullamento, che ci abbraccia tutti, nessuno escluso, che non vediamo ma percepiamo in tutta la sua presenza terrificante; mi angoscia la fine dell’umanità e l’impotenza di fronte a questa catastrofica imminenza perché rappresenterebbe anche la fine della nostra identità, che è sociale. Forse è una paura atavica…
Ma forse questo è proprio anche il momento di arrendersi a tutto ciò e fermarsi, fare un passo indietro, fare silenzio per ascoltarci meglio, attendere con pazienza rispettando i nostri tempi e quelli della natura, respirare con essa, accettare il nostro limite, abbandonare la presunzione di dominare tutto e tutti, la natura, il mondo, persino noi stessi ed i nostri sentimenti, ascoltare questo vuoto che ci angoscia, dando voce alla nostra ombra, riconoscendola come parte imprescindibile di noi stessi…
Forse alla fine ci troveremo più limitati e, perciò, più umani e compassionevoli: questo sarà il vero cambiamento e la rinascita individuale e collettiva, allora anche questa paura scomparirà, dando spazio all’amore, che è il suo esatto contrario.
Sapremo farlo? È questa la prova, questa la sfida… se ognuno di noi la supererà, si salverà davvero, anche se dovesse lasciare questa vita.
Troveremo la forza e il coraggio di questo cambiamento, sostenendoci tutti insieme? Perché solo così ce la faremo.
Nessuno si salverà da solo e isolandosi perché è contro la nostra stessa natura umana ed anche questo va compreso ed accettato.
Scusa lo sfogo, l’intento di questo messaggio era di chiederti come stai, dove ti trovi, poi mi son lasciata andare ai pensieri del momento…
Riesci a ritornare? Facci sapere.
Ti penso e ti abbraccio. A presto”

Sara

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2 risposte a Andrà tutto bene

  1. Silvana dice:

    Silvana 14 Marzo 2020 a 00:03
    Ciao Gabriela!
    Per quanto ne so in questo momento sei in volo da Doha reso Roma. Non ho avuto altre notizie da te e quindi presumo che ce l’hai fatta a imbarcarti su questo aereo e domani sarai in Italia, a Roma.
    Credo che per te questi giorni vissuti momento per momento, di una conferma del volo e non di una nuova cancellazione e di una nuova chiusura al transito dei confini, siano stati davvero difficili, probabilmente anche fonte di disagio e credo destabilizzanti, tu che sei così centrata ….. o forse mi sbaglio.
    Ad ogni modo ci racconterai cosa hai provato dentro di te, che limiti hai percepito o che risorse hai trovato. Per me (credo per tutti) sarà occasione per misurarmi , per pormi nei tuoi panni E comprendere meglio me stessa, se avrebbe significato per me ciò che ora penso.
    Ora mi soffermo sulle parole di Sara, sull’angoscia e il vuoto che lei riferisce in relazione alla grave situazione epidemiologica in cui ci troviamo come Stato e come umanità.
    Ebbene devo confessare che sto vivendo questo disastro sanitario, umano e Politico con estrema serenità.
    Non con distacco, ma con attenzione e vicinanza per le vittime e le condizioni fisiche e psichiche nelle quali si trovano a morire, in completa solitudine dal momento che devono stare in isolamento assoluto per la contagiosità e la virulenza di questo nuovo esserino che non conosciamo affatto. Sono tranquilla disposta ad accettare ciò che sarà, se non fosse per l’isolamento cui siamo costretti come misura di contenimento.
    Sono del Parere che ciò che ci sta accadendo è frutto delle scelte e della natura cui è giunta la specie Homo sapiens, ho seguito il cammino della nostra specie da diversi punti di vista e lo seguo maggiormente ora. Mi rendo conto che siamo ad una svolta epocale da cui dipende la sopravvivenza della nostra specie per come ora la conosciamo, ma non provo angoscia per questo, provo solo dolore per le creature, gli uomini e le donne che da Soli e spaventati soccombono, sopraffatti da questo nuovo esserino ignoto alla nostra fisiologia umana, dolore per le creature che soffriranno perché sopraffatti dalle ripercussioni e i drammi economico-sociali che questa situazione creerà. Non provo angoscia ma ho pens e timore perché non siamo pronti ad un salto quantico di tale portata, perché se riusciremo ad allinearci come umanità sarà a caro carissimo prezzo per tanti credo per quasi tutti.
    Ma nonostante tutto sono serena.

    Silvana

  2. Silvana dice:

    Ciao Gabriela!
    Per quanto ne so in questo momento sei in volo da Doha reso Roma. Non ho avuto altre notizie da te e quindi presumo che ce l’hai fatta a imbarcarti su questo aereo e domani sarai in Italia, a Roma.
    Credo che per te questi giorni vissuti momento per momento, di una conferma del volo e non di una nuova cancellazione e di una nuova chiusura al transito dei confini, siano stati davvero difficili, probabilmente anche fonte di disagio e credo destabilizzanti, tu che sei così centrata ….. o forse mi sbaglio.
    Ad ogni modo ci racconterai cosa hai provato dentro di te, che limiti hai percepito o che risorse hai trovato. Per me (credo per tutti) sarà occasione per misurarmi , per pormi nei tuoi panni E comprendere meglio me stessa, se avrebbe significato per me ciò che ora penso.
    Ora mi soffermo sulle parole di Sara, sull’angoscia e il vuoto che lei riferisce in relazione alla grave situazione epidemiologica in cui ci troviamo come Stato e come umanità.
    Ebbene devo confessare che sto vivendo questo disastro sanitario, umano e Politico con estrema serenità.
    Non con distacco, ma con attenzione e vicinanza per le vittime e le condizioni fisiche e psichiche nelle quali si trovano a morire, in completa solitudine dal momento che devono stare in isolamento assoluto per la contagiosità e la virulenza di questo nuovo esserino che non conosciamo affatto. Sono tranquilla disposta ad accettare ciò che sarà, se non fosse per l’isolamento cui siamo costretti come misura di contenimento.
    Sono del Parere che ciò che ci sta accadendo è frutto delle scelte e della natura cui è giunta la specie Homo sapiens, ho seguito il cammino della nostra specie da diversi punti di vista e lo seguo maggiormente ora. Mi rendo conto che siamo ad una svolta epocale da cui dipende la sopravvivenza della nostra specie per come ora la conosciamo, ma non provo angoscia per questo, provo solo dolore per le creature, gli uomini e le donne che da Soli e spaventati soccombono, sopraffatti da questo nuovo esserino ignoto alla nostra fisiologia umana, dolore per le creature che soffriranno perché sopraffatti dalle ripercussioni e i drammi economico-sociali che questa situazione creerà. Non provo angoscia ma ho pens e timore perché non siamo pronti ad un salto quantico di tale portata, perché se riusciremo ad allinearci come umanità sarà a caro carissimo prezzo per tanti credo per quasi tutti.
    Ma nonostante tutto sono serena.

    Da
    Silvana

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