Il Gruppo

Stiamo crescendo come gruppo, questo lo si avverte ad ogni incontro. Stiamo sperimentando un nuovo modo di stare insieme. Stiamo imparando tante piccole verità, che nel tempo riusciamo a mettere in manifestazione, ognuno nella propria storia, trasformando la propria vita come una piccola opera d’arte. Emergono comprensioni, condivisibili.
Nel tempo, ci ritroviamo sempre più ad esprimere le nostre autenticità, avendo sperimentato l’accettazione delle rispettive diversità ed originalità.
Abbiamo imparato l’arte dell’ascolto, la ricchezza dell’alterità.
Ognuno è portatore di un colore dalle molteplici sfumature, con la consapevolezza che insieme possiamo creare la luce bianca.
Ecco che il gruppo diventa una risorsa riconosciuta e sperimentata. Il gruppo diventa sempre più una entità capace di vita propria in continua evoluzione.
Sicuramente non è la somma delle singole parti ma qualche cosa di maggiore, dove ognuna delle singole parti esprime la propria preziosa singolarità.
I pensieri che seguono esprimono in modo esemplificativo quanto espresso.

Da Flavia
Persone straordinarie… gruppi di persone…
Ezio Bosso colpisce al cuore per la sua personalità, per i suoi talenti, per la disabilità esibita con libertà e serenità. Una frase citata dal maestro Bosso ha risuonato molto in me “sono un uomo con disabilità evidente in mezzo a tanti uomini con disabilità che non si vedono…”.
Che meraviglia, quanta conoscenza racchiude! Saper accogliere se stessi per come si è.
Quanta strada deve passare sotto i ponti perché possa accadere…
Mi è capitato di vergognarmi disperatamente patendo di un mio limite, di me in poche occasioni, e quando è accaduto, ero di fronte a più persone, ad un pubblico curioso e competitivo, non protettivo ed è stato per una frase detta o per un ragionamento banale.
Non sono mai stata clemente con me stessa, ma sentivo che il mostrarsi, per come sei davvero, è fondante per il proprio sè, non nascondersi, ma rischiare di esporsi con il proprio pensiero e, o sentire, permettersi di far vedere il bello e il brutto, dietro la maschera.
Questa esposizione, arriva a migliorare la propria autostima che non è altro che essere consapevole dei propri meccanismi e credenze nel bene e nel male e di apprezzarsi per la propria realtà, che si accetta di mettere in piazza. Dopo inizierà una fase nuova, nulla sarà più come prima, una fase liberatoria.
Il gruppo, mi sono convinta, aiuti a fare questo, è un territorio protetto dove ci si può sperimentare. Più facile che in una riunione, di lavoro, politica o di una associazione perché “Al Gruppo” ci si trova proprio per crescere insieme, capire, riflettere, confrontarsi, perdonarsi…

Da Gianna
Quando una sola persona aspira e sogna con tutto il suo entusiasmo affinché avvenga un miracolo e appaia un mondo migliore con l’aiuto di Dio, questo può rimanere solo un sogno anche se potente. Ma quando ci sono tante persone che aspirano insieme e sognano con entusiasmo perché un miracolo appaia con l’aiuto di Dio per un mondo migliore, ecco che una formidabile e misteriosa forza si scatena grazie al “lavoro” comune.
L’idea di base del lavoro di gruppo è che il tutto sia maggiore delle parti. Cioè che il risultato finale prodotto dal gruppo sia più rilevante della somma dei singoli contributi che ciascun partecipante potrebbe produrre da solo.
Ognuno però deve essere disposto a lavorare contemporaneamente su due piani: offrire contributi che abbiano un valore e sviluppare una relazione positiva con gli altri.
In un gruppo possono insorgere conflitti. Con la dinamica dello specchio, nel gruppo si ha la possibilità di riflettere su se stessi.
La mia ricerca spirituale mi ha permesso di crescere e di comprendere maggiormente me stessa senza voler imporre il mio pensiero agli altri, ma quando viviamo intensamente e profondamente lo stato di fraternità spirituale, il fatto di avere dei pareri non significa imporli cocciutamente ma proporli con bontà e buona volontà.

Da Yleana
Su Dare e Avere – La Riconoscenza
Cos’è la Riconoscenza? Come può essere espressa?
Quando ti viene donata la ricchezza di una persona, tu… che cosa pensi? che cosa fai…?
Importante è RI-conoscere… senza indugi.
Ciò che ci viene donato su vari livelli, con generosità, senza calcoli, con fiducia, deve essere riconosciuto.
Affinché questi doni non si disperdano nell’aria e divengano impalpabili e difficili poi da cogliere pienamente nel loro valore, è bene esercitarsi a riconoscerli presto, subito, riconoscerne il valore, e il potere.
E, per potenziare ulteriormente le energie benefiche di ciò che ci viene donato da persone indomite, ardite e generose, che non temono di essere defraudate di ciò che, forse con fatica e lunga ricerca, hanno imparato, …perché questo potenziamento si realizzi, è necessario che avvenga uno scambio.
Io ricevo, lo riconosco, e devo far tornare nella direzione da cui il dono proviene, qualcosa, un’energia che indichi che ho riconosciuto il dono.
Lo riconosco e manifesto in qualche modo questo riconoscimento.
Ciò, potenzia, amplifica, il valore di quanto è avvenuto e solo così, rimane come un segno potente nell’Universo.
Ognuno di noi può individuare come realizzare e significare questa Riconoscenza… io riconosco a te.
Ciò che viene donato deve essere compensato da un’energia di pari qualità, affinché si possa realizzare un’armonizzazione.
Diversamente è una dissonanza che crea un senso di disagio, di non compiuto.
Penso che ognuno di noi possa appropriarsi del valore e potere della Riconoscenza, l’uno verso l’altro.
Così, si realizza la bellezza.

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Una risposta a Il Gruppo

  1. Silvana dice:

    Da Silvana
    Io sono ancora una “giovane” partecipante in questo gruppo. Talmente giovane che ancora non sono in grado di comprendere come E quando interagire con gli altri partecipanti.
    Siete a me giunti come un dono, come quei pacchetti regalo (cose) che una volta mi venivano donati Nelle feste e aprirli per scoprirne il contenuto era per me una gioia mista a curiosità , come fanno i bambini, e non decidersi da dove cominciare…
    Siete a me giunti come un dono in mezzo a tanti altri, esperienze che ho scelto prima di incontravi e mi sono care e preziose per la mia crescita personale e spirituale.
    Posso dire solo questo per ora :
    Comprendo bene la forza della coralità del progetto e del desiderio comune , della forza del pensiero e della pratica spirituale comune. Malgrado ciò io tendo ancora a non mostrare o mitigare Chi sono io e i miei sentimenti e sensazioni.
    Tendo ancora, ritenendo una conquista dettata dalla mia esperienza precedente, a non aspettarmi nulla da nessuno neanche la Ri-conoscenza per ciò che posso fare per altri.
    L’unica cosa che mi auguro e di non essere ferita da coloro cui credo di aver donato qualcosa di me , delle mie energie, del mio tempo e dei miei “talenti” …. si talenti…. tutti li hanno anche io penso di averne qualcuno, li offro ormai Con il cuore solo a chi me li chiede, ho imparato o forse o disimparato a offrirli spontaneamente …. l’esperienza mi ha suggerito di mantenersi un passo indietro , per non destare sospetti

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