Fratelli e Sorelle carissimi

RICEVIAMO DA LUCILLE un’interessante comunicazione

E’ da molto che desidero scrivervi. Avete forse le idee più chiare e su certi argomenti mi sembrate più freddi di me che invece mi lascio coinvolgere emotivamente e mi paralizzo. Volevo sottomettervi la situazione che sto attraversando e chiedervi un parere. In leggerezza!

Credo di avervi già accennato su questo argomento senza avere risposta ma oggi cercherò di essere più chiara se mi riesce. E chiedo aiuto a chi forse ne sa più di me o crede di aver capito tutto, senza dubbi o seghe mentali come dice il volgo!
Da quando sono qui sono migliorata notevolmente al punto che risulta difficile il riconoscimento della mia malattia in Tunisia in quanto non raggiungo i parametri dell’ossigeno necessario al mio sangue e corpo. In Italia sotto una percentuale di 92 all’ossimetro (macchinetta del dito che di solito ti mettono con la misurazione della pressione) ti obbligano a usare l’ossigeno di notte in quanto, come ben sapete, di notte respiriamo meno ed esiste il rischio di una carenza di ossigeno al cuore che va in infarto e te ne vai in paradiso senza nemmeno accorgertene.
Mi sembra una grazia che Dio non fa a molti. Però mia nonna è morta proprio così.
In Tunisia invece l’ossimetro deve indicare una cifra sotto l’85. E io di media qui sono sull’87. In Italia ero intorno ai 72 (quasi in fin di vita) e così mi sentivo in effetti.
Praticamente se la percentuale dell’ossigeno contenuto nel sangue è sopra l’85 non ti viene riconosciuta la malattia, non ti passano gli spray 3 x me (che costano circa 60 euro l’uno) al mese e ancora meno la macchinetta che produce ossigeno e si usa con gli occhialini e che il pneumologo di turno ritiene per me utile di notte.
Senza titolo-1Ho dovuto fare questa lunga premessa per arrivare al dunque e potervi fare la domanda che mi preme.
Secondo voi se smetto di usare l’ossigeno la notte come la prende Dio? In meditazione, che pratico tutte le sere e che solitamente chiarisce ogni mio dubbio, non trovo risposta chiara.
Vedo tutta questa storia annebbiata dalla mia incomprensione e dalla confusione. Non voglio prendere in giro nessuno ancora meno Dio. La mia fede è totale e portata all’accettazione, non per niente sono nata in un paese fatalista! Mi risulta difficile però capire quando sia giusto prendere la decisione di fermare l’accanimento terapeutico. Quando ho lasciato Brescia ho scelto la vita
E a voi chiedo: secondo voi cosa ne pensa Dio di questa cosa?
Vi sentite di consigliarmi qualcosa che vi risulta chiaro?
Intanto vi abbraccio tutti uno per uno. Un grande abbraccio luminoso e leggero.
Lucilla

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5 risposte a Fratelli e Sorelle carissimi

  1. Greg dice:

    Cara Lucilla , se tu decidessi di non usare più l’ossigeno di notte , non credo che Dio pensi qualcosa al riguardo o ti giudichi .
    La Vita che ora è in te ,continuerà a scorrere fuori dal tuo corpo fisico diventato inservibile ad esprimere la stessa Vita qui sulla terra.Il.problema è se noi abbiamo il diritto di interrompere questo flusso , prima del tempo, se poi esiste un tempo prefissato.La filosofia nella quale credo mi dice che se interrompiamo di nostra volontà il tempo che abbiamo a disposizione per vivere , una volta lasciato il corpo, ci infiliamo in una situazione peggiore di quella che abbiamo lasciato.Saremmo come “bloccati ” senza possibilità di evolvere, per tutto il tempo che avremmo dovuto ancora vivere sulla terra se non ci fossimo tolti la vita.
    Ma queste sono solo teorie e non è detto che sia così.
    Personalmente io lascio fare a Lui , e non ci penso più. Lui sa quando sarà il momento di richiamarci . Però non mi sono mai trovato in una situazione tipo la tua, quindi non posso dire ora come mi comporterei.Soffro ogni tanto di apnee notturne e mi hanno detto che potrei anche schiattare senza accorgermene, ma non mi preoccupo più di tanto . Ho dei conoscenti che usano l’ossigeno di notte anche per questo motivo. Ma il solo pensiero di dormire con una mascherina mi mette ansia.Se dovesse capitare, mi troverei più o meno nella tua stessa situazione e non so come reagirei.Per cui vedi, che nonostante tutto questo bel discorso non sono riuscito a darti un aiuto . Però ti posso abbracciare virtualmente e “sentire ” la tua preoccupazione.Buona fortuna, Greg.

  2. Gabri dice:

    Questo commento è dell’1 novembre

    Cara Lucilla se tu fossi tra noi, quando trattiamo l’argomento eros/thanatos, ti accorgeresti personalmente quanto non siamo freddi nell’affrontare questa tematica.
    Tra noi, nella nostra intimità, riusciamo ad esprimere i nostri sentimenti, le nostre paure, i nostri dubbi. Riusciamo anche a raccontarci i nostri vissuti, come fratelli e sorelle che si raccontano intorno ad un camino. Assaporando il calore dei nostri cuori, ognuno, così come abbiamo imparato a fare, aiuta gli altri, con le proprie conoscenze, esperienze, vissuti, sentimenti.
    Provo ad esprimere un mio pensiero circa la tua situazione, non posso entrare in merito alla questione tecnica, in quanto incompetente, ma la tua lecita e sofferta domanda, richiama fortemente alla scelta che il gruppo stà facendo. Noi lavorando sulla nostra morte, stiamo scoprendo sempre più di lavorare per la vita. Thanatos, ci immette, profondamente nella vita. Tra noi, le espressioni corali sono molto eterogenee, siamo credenti ed atei, eppure, la profonda consapevolezza del nostro essere “finiti” diciamo a scadenza, ci porta ad amare più profondamente la vita. Abbiamo lavorato per riuscire ad identificarci con il corpo, il cuore e la mente, in questa realtà, abbiamo voluto non solo “pensare” alla morte, ma viverla, intimamente, profondamente. Così abbiamo in parte realizzato quella esperienza molto intensa che tu stessa hai vissuto sul piano fisico, durante la tua malattia. Il tuo viaggio fuori dal corpo, mentre il tuo cuore si fermava, ti ha dimostrato, e confermato ciò che tu per tanti anni hai studiato. La morte non esiste.
    Posso comprendere che la tua esperienza e la tua conoscenza, ti ha portato a non temere questo inevitabile “passaggio”. Ognuno di noi però legge questa realtà in modo diverso, come è naturale che sia.
    La vita, cara sorella, come ti è stata consegnata, è sacra, richiede di essere mantenuta anche con degli aiuti che la scienza medica oggi può offrire. Chiaramente l’accanimento terapeutico è altra cosa, forse riguarda le singole realtà, e dovrebbe essere rispettata la volontà di ognuno. Tu non mi sembri in questa condizione, fai uso di uno strumento, come tanti altri utilizzano i famosi salva vita, i tanti farmaci messi a disposizione, pressione, diabete ecc.
    Quindi avere maggiore coscienza della morte, ci porta nelle braccia della vita.
    Scopriamo che vogliamo vivere con maggiore intensità, con maggiore libertà, coraggio, generosità. Scopriamo che l’amore è l’anima della vita. E noi la vogliamo onorare.

  3. Anna Fusaro dice:

    Cara Lucilla il quesito che ti poni e che ci poni riguarda la vita di tutti noi. Può la nostra vicinanza alla spiritualità tracciare la strada giusta? Paradossalmente non è così anzi siamo chiamati a scelte che ci incasinano ancora di più! Forse proprio l ‘applicazione del libero arbitrio è ciò che ci compete. Quello che posso pensare è che la scelta giusta sia quella che risponde in modo più consono alla nostra coscienza e che l’idea che la produce sia la più innocua possibile. Il resto è Vita! Cara sorella un abbraccio di cuore Anna

  4. Sara dice:

    Cara Lucilla,
    capisco quanto sia estremamente difficile prendere decisioni quando si è coinvolti personalmente in particolari situazioni critiche e dolorose della vita, come ci si senta soli , vulnerabili, confusi, insicuri e bisognosi di cure, consigli, conforto, comprensione, sostegno, cose che tu evidenzi esponendoci dubbi, indecisioni, domande…, ma credo sia ancor più arduo, almeno per me, poter dare ad altri consigli o dettami validi per tutti in quanto, non vivendo lo stesso problema in prima persona, sarebbe, come dici, un puro esercizio mentale.
    In realtà siamo in un campo che riguarda sentimenti, emozioni, ricordi, vissuti estremamente personali (anche se condivisibili) e che chiama in causa a gran voce soprattutto la nostra coscienza individuale ed i nostri valori, ai quali dobbiamo appellarci perché sono proprio loro a doverci guidare in decisioni così difficili, definitive e personali, che vanno rispettate, secondo me, sempre e comunque, qualsiasi esse siano, a salvaguardia dell’autonomia e libertà di scelta di ognuno.
    L’unico ‘consiglio’ , perciò, che personalmente credo di poterti dare è di ascoltare la tua coscienza perché in essa è la tua essenza e verità e per questo non potrà mai deluderti né tradirti e solo essa saprà continuare ad indicarti la strada più giusta per te in questo momento ed in questa difficile e personale situazione della tua vita.
    Un caro abbraccio
    Sara

    • Lucilla Bua dice:

      Grazie Sara per queste tue parole che sento sincere non formali e dettate dal cuore ma sicuramente mi sono espressa male non sono confusa perché in crisi. Anzi ringrazio Dio ogni giorno per avermi dato questa gioia di una vecchiaia serena a casa mia dopo una vita molto difficile e dolorosa senza marito e senza figli che erano le due cose che desideravo di più a vent’anni. Come ben dici tu la mia coscienza mi aiuterà a capire quando arriverà il momento di capire.Ancora grazie di esserci tutti. Lucilla

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