Prima fatica di Ercole

caduceo

Cari tutti, a gennaio abbiamo traguardato la prima fatica di Ercole, con il suo messaggio simbolico.
Ci siamo ricordati lo scopo di questo nostro cammino comunitario, e ci siamo riconosciuti in Ercole.
Anche noi nella nostra vita, abbiamo dovuto rispondere ad una esigenza che negli anni si faceva sempre più pressante. L’esigenza nostra e di tutta quella parte di umanità che cerca il senso delle cose, che vuole comprendere il significato della vita, che osa cercare, nelle innumerevoli strade del mondo, il proprio significato, il proprio ruolo nella vita.
Il progresso di un discepolo del mondo è illustrato nei cieli delle fatiche di Ercole. Ercole, l’uomo, rappresenta la storia dell’umanità, così come il simbolo del caduceo illustra bene.
Nelle cosmogonie, infatti, ci viene descritta l’evoluzione dell’uomo che in origine parte dal Logos, e dimora nel seno di Dio, e poi attraverso la cacciata dall’ Eden, con la nascita della mente discriminante, entra nella dimensione della dualità.  Inizia la grande avventura dell’umanità, la sua discesa nella materia.
I testi antichi ci raccontano che lo scopo dell’uomo è quello di scendere nella materia, per spiritualizzarla.
Allo stato attuale noi abbiamo iniziato la risalita verso il Padre.
Il mondo è ormai maturo per una ricerca empirica, libera da dogmatismi.
Oggi, gli scopi e i piani che sottostanno al lavoro creativo di Dio, sono studiati, sia da un punto di vista scientifico che religioso, portando cambiamenti nell’attitudine umana verso la vita intesa nel suo insieme.
È lo svolgimento di questo piano per l’uomo che viene rivelato nella storia di Ercole. In essa ci viene offerta una sintetica e completa raffigurazione del progresso dell’anima dall’ignoranza alla saggezza, dal desiderio materiale all’aspirazione spirituale.
Questo vecchio racconto, comprende tutte le fasi della vita. Il suo tema è così inclusivo, che tutti noi, immersi nei problemi della vita, possiamo applicare a noi stessi le prove, i tentativi, i fallimenti, i successi di questa figura eroica che lottò verso la stessa meta per la quale anche noi oggi lottiamo.

Nella prima fatica Ercole doveva cominciare nel mondo del pensiero (ariete) per acquisire il controllo mentale.  Una delle lezioni più importanti è quella di apprendere il potere mentale di cui ci si può avvalere, i rischi, i danni ma anche i benefici, e le grandi opere.

Argomenti ricordati durante la discussione di gruppo:

  • Analogie: fenomeno della 100.ma scimmia
  • effetto Maarjschi
  • studi sull’ acqua di Masaru Emoto…..
  • Strumenti: Osservazione del sé minore, (Ego)
  • Lavorare per realizzare la personalità integrata (corpo, cuore, mente). Analogia della carrozza
  • Analogia del diagramma degli stati della materia
  • Utilizzo della volontà orientata (saturazione spaziale)
  • Ariete ci indica la capacità di utilizzare l’energia mentale
  • Il riorientamento, la riorganizzazione della propria vita
  • Tramite la CRISI (analogia diagramma giapponese, pericolo/opportunità)
  • Il rinnovato sforzo autocosciente
  • Per diventare un vero pensatore consapevole
  • La mente crea forme pensiero

Compito: in questo periodo ci impegniamo ad osservare i nostri pensieri, senza giudizio.

“Semina un pensiero, raccoglierai un’azione”

Sapere – Volere – Osare – Tacere

 

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Una risposta a Prima fatica di Ercole

  1. Gabriela C. dice:

    La prima fatica di Ercole è, per me, il periodo della vita che va dall’infanzia fino all’adolescenza.
    Periodo questo molto intenso dove sperimentiamo, in un crescendo di fatica ed entusiasmo, che le nostre azioni hanno delle conseguenze che, spesso, non corrispondono alle nostre aspettative o supposizioni. Ci confrontiamo in questo lasso di tempo con l’esperienza del fallimento e dell’imparare da esso. Mariangela

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