Vita mia

soffioneSulla morte
Sono nella fase sperimentale, cerco indizi e, in alcuni casi, mi abbandono ad una sorta di intuizione, lasciandomi trasportare da spinte simili a ciò che avevo provato quando è morto mio padre. Si, ho riconosciuto il senso di strana felicità, di ampliamento, nel corso dei miei tentativi sull’esercizio che stiamo facendo in Gruppo “morirò tra due mesi”.
Il mio sguardo si amplia all’infinito ma subito, e soprattutto, si restringe: il focus si proietta verso l’attimo, il “piccolo”, ciò che è vicino si illumina e dà il significato della mia vita.
Riconosco e vedo chiaro ciò che ieri rimandavo di vedere. Riconosco il privilegio di avere intorno e vicino a me le persone giuste per me, persone di grande valore, valore che mi viene da ognuna regalato. Riconosco di aver vissuto tantissimo tempo con loro poiché sento che con loro il tempo non ha fine.
Sento il valore eterno di ogni secondo. Vedo il senso di aver vicino a me le persone che mi sono vicine. La protezione e la cura che mi è stata donata. Mi sento colma d’amore e mi sento immensa… Sono stata avvicinata dalle persone giuste.
Ora introduco esercizio di vita con mamma. Sempre seguendo il tema della morte… la mia morte… ciò mi mette nella situazione, e mi ripeto, di restringere l’obiettivo a ciò che è vicino a me, il quotidiano, e con il quotidiano: mia madre. Perciò ribadisco questo concetto: il piccolo.
Cosa centra con thanatos?
Questa operazione mi consente di fare esperienza circa alcuni aspetti lontani da me… la pazienza, la lentezza, la tolleranza, l’autocontrollo, la quiete interiore, il buon risveglio, il ritmo, l’accettazione del non straordinario.
Il pensare alla morte ha reso urgente questa operazione, per cercare di colmare le mie lacune, per cercare di integrare a me ciò che ho sempre sottovalutato.
Il mio proposito ed il mio esercizio è quello di cogliere e accogliere aspetti di mia madre che mi hanno sempre infastidito e di donarle il mio sorriso. Ma anche di fare alcuni semplici esercizi quotidiani con lei che ama parlare di amore verso tutti…
Questo ha a che fare con thanatos.
Serve sicuramente a me (opportunista?) poiché forse tutto questo mi potrà consentire di morire nella pace

sensazioniEros-Thanatos… Trasposizione in parole di attimi
Nel momento in cui il pensiero della morte emerge dalla profondità della mente subito l’angoscia mi prende e mi spiazza. Non sono pronta.
Sensazioni non conosciute mi avvolgono ed ho paura.
Ma ecco che, d’improvviso, spunti di vita mi avvolgono ed ogni attimo diventa eterno.
Non è frutto del pensiero. E’ una reazione istintiva travolgente. Un’onda impetuosa. Il vento caldo del deserto che mi attraversa. E’ il mio stomaco che si riempie di felicità: sono diventata una carta assorbente di vita.
Non ho frenesia, ho calore. …non ho voglia di mangiare in cucina… Apparecchio al tavolo rotondo, di fronte al verde della campagna. Mi stupisco agli stormi di uccelli in formazione. Li vedo. Partecipo al volo.
Penso alla morte e vedo la vita.

Come vorrei fosse il giorno davanti a me…
Come guardo ciò che ho attorno e cosa vedo e cosa sento. Come guardo la mia mamma e cosa posso fare per rasserenarla. Come guardo la foglia di questa pianta. Come guardo me stessa, cosa vedo, cosa vorrei dicessero le persone che mi amano e le persone che mi hanno “visto”. Come provo a vivere ogni momento gustando ogni aspetto.
Sì, la riflessione sulla morte ti porta a cercare di migliorare la propria vita.
Ogni giorno cerco di avvicinarmi al sole. Ogni giorno cerco la mia trasparenza e la mia trasformazione. Ogni giorno osservo la mia ombra e se mi giro è l’alba e sono perplessa. Ogni giorno chiudo gli occhi e un poco muoio e mi dissolvo. Ogni giorno vivo e vibro e amo con lo sguardo lontano e ogni giorno riporto e concentro lo sguardo vicino
ed un giorno, al Lago del Vento, immobile, lo sguardo nell’acqua ero là …per sempre.
E allora, cos’è la morte?… E’ una crisalide che lascia il suo guscio e diventa farfalla?
516j7tPE7gL._AC_US218_Io vedo il guscio e vedo la farfalla. Io vedo un essere che muore, il suo guscio… solo questo è ciò che riesco a vedere…
tuttavia… L’occhio vede solo ciò che la mente non si rifiuta di vedere….
La vita è come una goccia di rugiada su una foglia al mattino: può svanire in ogni istante.
L’anima, è come la luce di una candela. Quando la candela si consuma la luce si spegne e scompare alla nostra vista. Basta accendere una nuova candela perché si manifesti di nuovo.
E allora cos’è la morte…
E’ il momento in cui riesco ad immedesimarmi in altro da me, …divento altro… ecco, è questa per me la morte. Per un attimo infinito non sono più io e poi eccomi di nuovo, trasformata.
Yleana

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2 risposte a Vita mia

  1. Sara dice:

    Le tue riflessioni, Ylenia, che mi hanno veramente ‘rapita’ e trascinata in un vortice di intense sensazioni e profonde emozioni, lasciandomi senza parole per commentarle perché mi han toccato il cuore ed al cuore, si sa, non si chiedono spiegazioni né si fanno domande, ma si ascolta e basta, senza commenti…
    Ci hai voluto donare le tue emozioni, paure, sentimenti, dubbi (che poi sono quelle di tutti, se riusciamo a coglierle e leggerle con intensità e sincerità come hai fatto tu) e le hai tradotte in ricordi toccanti, immagini bellissime ed attimi vibranti, facendo emergere il tuo personale vissuto più che idee e teorie sulla morte.
    Per me il tuo testo è dettato e scritto proprio col cuore, reso da te in una forma personalissima ed autentica, perciò originale e soprattutto anche poetica, modalita’ che esprimono, secondo me, la tua unicità, il tuo ‘colore’ (come spesso dice Gabry) nella vasta gamma dell’arcobaleno, contribuendo con esso a donare al nostro gruppo una nuova, intensa e particolare sfumatura.
    Grazie di cuore.
    Sara

  2. Flavia Piccinelli dice:

    Cara Ileana, grazie per i tuoi pensieri più nascosti, grazie per l’intimità e la prossimità che ci hai donato, facendoci conoscere il tuo sentire, i tuoi sentimenti, i sensi rapiti dal pensiero di thanatos…..che percepiscono che cosa c’è sotto la superficie, il valore della profondità e della semplicità .

    Ho conosciuto, l’angoscia profonda che il pensiero di morte e l’ erompere

    imperioso della sensazione e del sentire la morte sollecitano, l’inquietudine insopportabile, l’ansia incomprensibile , la moltitudine di pensieri ossessivi che non lasciano spazio alla vita “normale” e al sonno e che continuano, giorno dopo giorno, fino a quando …. a poco a poco la quiete, la dolcezza,la lentezza,la quotidianità, l’apertura alla vita, all’altra, e all’altro, prendono il posto dell’angoscia, calma e calore di vita si espandono nel corpo e nella mente e ci restano; il dolore psichico non torna piu’ così letale, è il ricordo che risveglia tristezza, commozione, lacrime e sopraggiunge all’improvviso al risuonare di parole o letture e il sentimento, il cuore permettono di attraversarlo con pazienza e fiducia ….e poi anche la malinconia scompare e irrompe la gioia, l’allegria, la serenità, vedo e sento la bellezza di tutto cio’ che mi circonda, ma soprattutto delle piccole cose e dei sentimenti, anche i più intimi, verso le persone, verso la natura, verso i valori scelti, praticati e riconfermati nel tempo con passione e amore “Ribelli per amore ” .

    Il pensiero mi permette di intuire che cosa succede, che cosa significa quello che sento,passo dopo passo, di affrontare la paura dell’ignoto, del nuovo non conosciuto e di superarla per andare oltre dove non c’è più paura … mi sono trasformata in una persona che vede con chiarezza, la luce interiore mi guida senza paura, sono capace di scegliere la cosa giusta per me, la direzione arriva senza pensare, con naturalezza, a volte in fretta, a volte è necessario più tempo, senza rovelli e poi la risposta affiora in superficie.

    Che meraviglia, vivere lo stupore di ogni nuovo giorno ringraziando per la vita che mi abita……

    ciao Flavia

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