Una nuova cultura della solidarietà

AMA logo giannaIl gruppo AMA2 nasce a Brescia nel 2008, nell’ambito dell’Associazione Eleusi, per rispondere ad una esigenza, sempre più sentita che riporta il bisogno delle persone ad avere uno spazio che possa essere di supporto alla crescita personale, mano a mano che nella vita si affrontano i vari problemi e le varie dimensioni che la stessa propone.

Non sempre è richiesta la partecipazione di uno specialista, di uno psicologo, psicoterapeuta, operatore sociale, educatore ecc. Per questo, secondo l’orientamento dell’associazione Eleusi, apprezzata la risorsa che un gruppo di persone ben orientate, può realizzare, il gruppo si costituisce attorno ad uno starter. Questo assume il compito di dare inizio al gruppo, che nel tempo ha evidenziato, l’esigenza di affrontare le varie tematiche relative ai problemi portati dalle persone, quali, l’elaborazione del lutto, la morte, la criticità nella coppia per separati, la genitorialità, la disabilità, anche rispondendo alla necessità di trovare risposte di tipo non solo psicologico/sociale ma anche di tipo esistenziale e spirituale.

Lo starter in questo caso, ha la funzione di mettere a disposizione la propria competenza professionale, di psicologo-psicoterapeuta che ha un orientamento umanistico esistenziale e transpersonale.

Il gruppo che lavora con lo starter segue la “formazione permanente”. In questo spazio vengono affrontate tutte le tematiche.

Perché abbiamo scelto la formazione permanente?

solidarietàSemplicemente perché abbiamo accolto la realtà per come si srotolava dinnanzi a noi. Ci siamo ritrovati, ognuno col proprio modo, la propria realtà, il proprio momento storico, in un assetto di assoluta eterogeneità, attorno ad uno starter, che leggeva il denominatore comune del gruppo che nel tempo si è attestato attorno a 14 persone. Questo denominatore comune è la voglia di crescere, di evolvere, di fare domande sul senso della vita con tutte le sue realtà (la morte, la sofferenza, la coppia, la famiglia, …). Ecco perché abbiamo formulato insieme la domanda: “Qual è lo scopo dell’uomo sulla terra?”.

AMA2 ha scoperto nel tempo che poteva contare su duna ricchezza che mano a mano si svelava, questa ricchezza è il gruppo stesso, gruppo come risorsa inesauribile. Si è compreso che ognuno è portatore di esperienza, conoscenza, comprensione, saggezza e che questa condivisione arricchisce tutti.

Sappiamo che ognuno ha coltivato il proprio tesoro e ha scoperto la bellezza della condivisione.

Ecco quindi, gemmare alcuni facilitatori che si rendono disponibili a gestire nuovi gruppi che affrontano tematiche come: il lutto, la separazione di coppia, la disabilità acquisita, l’anziano non autosufficiente in famiglia…. Questi gruppi hanno maggiore valenza esperienziale, insieme condividono tante situazioni legate ad esempio alla crisi di coppia, alle difficoltà incontrate nella genitorialità,nelle relazioni,nelle solitudini sociali ecc.

Il gruppo di formazione permanente ogni anno sceglie di lavorare su tematiche di interesse comune. E’ stato scelto il linguaggio analogico, in quanto capace di superare i limiti dei diversi livelli di cultura ed evolutivi. Le analogie, ci riportano al concreto. Questo linguaggio in effetti è una sorta di esperanto, capace di arrivare ai livelli di coscienza più diversi.

Ogni partecipante al gruppo, riconosce di essere portatore di esperienze elaborate.

Il gruppo sta imparando a riconoscere ed apprezzare le “singolarità” dei partecipanti, sa che la diversità è una risorsa. Ognuno può essere allievo e maestro. La vita per noi , usando una analogia è una scuola, dove si apprendono tante materie, e come accade nella scuola ordinaria ciascuno è bravo in alcune materie che rappresentano le tematiche della vita, la coppia, l’amore , la genitorialità, ecc. e carente in altre. Da sempre impariamo a lavorare, a collaborare, a comunicare in gruppo. Impariamo quindi l’arte del comunicare e ciò che impariamo lo applichiamo nella nostra quotidianità. Ciò che riusciamo a “comprendere”, ossia tenere dentro di noi, metabolizzarlo, renderlo vivo, diventa agente di cambiamento personale.

Insieme riusciamo a crescere attraverso il gioco dell’alterità.

olisticoIl gruppo riunito è consapevole che il lavoro espresso partecipa a quello che noi definiamo “saturazione spaziale”. Riconosciamo che lo scopo che ci trova uniti è legato alla consapevolezza che i nostri pensieri e, le nostre parole e le nostre esperienze, partecipano a saturare lo spazio, entro il quale siamo immersi, di positività, di volontà di bene,di amore, di luce, di consapevolezze, sempre nuove.

L’energia segue il pensiero. Tutto è collegato ed interdipendente.

A noi , in tutta semplicità, viene offerta la possibilità di diventare ricetrasmittenti di idee, di formule traducibili e capaci di trasformare la vita in miracolo.

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Una risposta a Una nuova cultura della solidarietà

  1. Ascolta tutti, non ascoltare nessuno. Impara da tutti ma non imitare nessuno. Tutto ciò che vedi e che senti utilizzalo per stimolare le tue potenzialità e realizza la tua natura. Liberati da qualunque modello preso in prestito e sii solo te stesso.

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