Tratto da “Le sette stagioni”…

Queste sono riflessioni condivise in una serata pubblica come analogia con le stagioni della vita. Chi c’era forse se le ricorda.
E’ una testimonianza personale di Sandro, per chi vuole, potrebbe portare a qualche riflessione.
“Ogni giorno che passa è uno in meno di quelli che ci restano. Ma è, soprattutto, un giorno in più che la vita ci regala.
Ogni tanto ci penso, magari al mattino prima dell’alba, quando, fuori dal rifugio, mi sto preparando a partire e respiro l’ultimo fresco della notte, mentre, a oriente, la prima luce disegna l’orizzonte.
E penso che la montagna mi ha insegnato un po’ anche a stare al mondo. Continua a darmi momenti di gioia, sicurezza, tranquillità.
Ma la montagna mi ha anche impartito lezioni severe, attraverso le quali credo di aver imparato qualcosa del senso della vita e della morte.
Senza la montagna, la mia vita sarebbe stata certamente diversa. Avrei avuto forse altre cose, non lo so.
Ma sono contento che sia andata così, e cercherò di godere ancora di questa fortuna, lungo ciò che rimane delle mie stagioni.
Voglio concludere con quattro versi, quattro versi di saggezza, ispirati dalle montagne più grandi e più alte del mondo:
“Nelle pietraie delle montagne c’è uno strano mercato.
Ci puoi barattare il vortice della vita con la beatitudine infinita”.

Mi è stato chiesto in modo garbato di tirar fuori ancora qualcosa da “Le sette stagioni”.
Con “La gioia” non è stato difficile: è una dichiarazione d’amore alla vita e mi è sembrato bello farla diventare un augurio.
Con gli altri argomenti è un po’ più difficile: anche il modo in cui vengono trattati può essere un po’ “frivolo” per il nostro contesto. E non va dimenticato che tutta la presentazione de “Le sette stagioni” è rivolta essenzialmente a un pubblico di praticanti della montagna.
Forse “La pietà” è l’unico che si può ancora prestare a qualche riflessione. Tratta in modo abbastanza personale il sentimento che ho sempre provato sulle montagne segnate dalle guerre. E poi la conferma che “la pietà della guerra” è stata trattata in modo ben più nobile, con la scoperta del War Requiem.

 

 

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6 risposte a Tratto da “Le sette stagioni”…

  1. Gabriela dice:

    Ciao a tutti e grazie, in particolare a Sandro.
    Ora che quasi tutti siamo giunti alla terza, quasi quarta stagione, possiamo fare un bilancio e, ognuno, può chiedersi in quale stagione senta di trovarsi ora. Non è automatico che l età avanzata significhi …..stagione triste o buia. Io personalmente mi sento in piena estate, con amici e relazioni che scaldano e c è anche la consapevolezza che qualche foglia, certamente, sta ingiallendo ma il colore è caldo. Gli inverni freddi e bui, i venti che ti sbattono qua e là li ho alle spalle e dopo la mia calda estate ci potrà essere la primavera. Mi auguro di riuscirè in questo intento.
    Con tanta gratitudine vi abbraccio.
    Carla

  2. piercarla dice:

    La montagna maestra e sfida nella vita . Aiuto inconsapevole di un avanzare personale, interiore …..ogni passo porta a sentirsi un uno con tutto.

  3. Giorgio dice:

    Il cuore che batte, scorre la linfa della vita, e ogni passo siamo più vicini al cielo e leggeri. La montagna, nostra madre, ci accoglie e ci ama. E noi, accoccolati in essa, desideriamo le sue carezze.

  4. Mariangela dice:

    Come sempre Sandro ci è un dolce maestro con le sue esperienze. È’ vero e condivido totalmente ciò che ha detto ” la vita è un dono meraviglioso”

  5. “La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio, tempo e misura”

  6. Flavia Piccinelli dice:

    Quando avvertiamo che siamo UNO con tutto cio’ che ci circonda è bellezza,gioia,armonia, riusciamo a percepire l’essere

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