Tra idealismo e realtà

Nel gruppo spesso discutiamo anche di situazioni legate agli avvenimenti sociali e politici che accadono nei nostri tempi. Come spesso accade, emergono le opinioni, ma anche i punti di vista. Vorrei quindi condividere alcuni pensieri.
CrisiEuropaLe persone di una certa età ricorderanno le esperienze scolastiche nelle quali l’insegnante dava come compito un tema sull’unione dell’Europa, e come tale ideale riempiva le pagine, piene di entusiasmo e di speranza per un futuro migliore e più giusto. Sono passati numerosi anni, e oggi l’Europa Unita è una realtà, ma a che spettacolo stiamo assistendo noi stessi che coltiviamo quelle speranze? Senza entrare nel merito delle cause che provocano le distinzioni e le divisioni, ciò che vediamo è il prevalere degli egoismi nazionali e di parte: ciascun paese agisce all’interno dell’Unione con uno spirito di rivendicazione egoistica, privilegiando il piccolo interesse particolare a scapito di quello generale. E’ come se in un matrimonio della voce “uniti nella buona e nella cattiva sorte”, ognuno dei contraenti prendesse sul serio la parte “buona sorte”, ma non volesse saperne di quella relativa alla “cattiva sorte”. Quella la lasciasse volentieri all’altro, a chi ne è sottoposto.
Che cosa è successo? Era tutto sbagliato, o solo un’illusione, quell’entusiasmo iniziale, considerato che alla prova dei fatti la situazione non ha retto? Proprio l’esempio del matrimonio ci può dare una chiave di lettura: sappiamo come è ormai luogo comune aspettare la crisi del settimo anno, quando le relazioni vanno in affanno. Che cosa pone in evidenza la crisi? Le abitudini, la strutturazione, la cristallizzazione in una forma di tutto quanto era all’inizio un impulso, uno stimolo, un entusiasmo, che ora sono stati annebbiati e messi in seconda fila.
brains---Qualsiasi processo subisce le stesse dinamiche, e ovviamente anche quelle relative all’unione dell’Europa  prima o poi – magari davanti anche a nuove sfide ed esigenze – dovranno essere affrontate. La costruzione dell’Europa Unita si è in effetti molto sclerotizzata: regole e regolamenti, ostacoli particolari, compromessi tesi a sfruttare il potere della forma per approfittare di alcune prerogative e tirare l’acqua al proprio mulino, lasciando gli altri a bocca asciutta. Ma non è l’ideale iniziale a poter essere considerato sbagliato, come non è la crisi del settimo anno nel matrimonio a poter abolire l’amore sul quale inizialmente si fondava; l’ideale e l’amore vanno rimessi al loro posto, e bisogna cercare di dare il suo giusto posto al problema ostacolante. E’ per questo che nel Sistema cerchiamo di privilegiare l’idea, lo spirito che ne spinge la formazione. Per Sistema si intende una struttura ben definita, una realtà che ha una forma, un ordine proprio e funzionante, ma la forma non è altro che il riflesso dello spirito: essa lo abita finché utile al suo scopo, poi lo abbandona. Lo scambio tra forma e contenuto, diventano quindi realtà vive, dinamiche, presenti trasversalmente nel nostro Lavoro.

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