Sullo stato dell’arte circa la Formazione Permanente e le fatiche di Ercole

Mi è piaciuto molto la lettura delle Fatiche di Ercole. Non lo avrei mai letto per conto mio. Ringrazio Gabry e il Gruppo per questa bella proposta.
fatichebannerPenso che le fatiche di Ercole rappresentino le fatiche che ogni essere umano deve affrontare nel corso della vita. Ercole è sinonimo di superuomo, è vero, se ci riflettiamo però, quello che il suo Mito ci vuole dire è che ogni uomo, impegnandosi, può essere un superuomo, cioè un essere umano che si supera; con un grande impegno, scavalca tutti quei limiti veri o fasulli che spesso lo trattengono dall’ intraprendere imprese che sembrano troppo per le sue misere forze.
Domenica 13 Agosto, a Messa, il Vangelo trattava dell’episodio in cui Gesù raggiunge la barca dei discepoli camminando sulle acque; Pietro gli chiede se può andargli incontro, camminando anche lui sulle acque. Gesù gli dice di farlo e Pietro, per un tratto, riesce ma poi si fa “prendere dalla paura”, perde fiducia e quasi sprofonda nell’acqua. Il celebrante ha commentato dicendo che è così: la paura, in primis della morte, ci blocca e ci trattiene. Quando invece noi ci superiamo, compiamo il “nostro personale miracolo” e realizziamo cose che non avremmo mai pensato di realizzare.
Quando Jobs, il genietto dell’informatica, prima di morire scrisse quel suo appello a credere nelle nostre intuizioni, forze, disse una cosa semplice ma molto significativa: “siate affamati”! Ecco, il punto è un po’ questo: cosa non faremmo pur di sopravvivere se stessimo morendo di fame? Imprese mai viste!
La bellezza del nostro “fanciullino Ercole” è che di prova in prova cresce: nella prima prova è tutto concentrato su se stesso (deve catturare le giumente? mi pare). Muore il suo amico e allora si pente.
“I doni del fallimento garantiscono il successo se ben compresi”.
Dopo il fallimento cresce infatti e nasce in lui il pensiero del SERVIZIO e si comporta di conseguenza. Abbandona la sua impresa per aiutare Atlante, per esempio.
5-handling-success2Di questo libro perciò mi piace sottolineare questo: tutti noi siamo Ercole e cresceremo affrontando con energia e fiducia in noi stessi, tutte le prove che la vita ci propone.
Come idea di lavoro: raccontare quale fatica ci ha colpito, trovare le ragioni profonde per cui essa ci ha colpito; scovare la loro manifestazione in un episodio della nostra vita o nella vita di altri. Non importa. Riuscire a vederla e raccontarla è capirla.
A me piace molto pensare che lo scopo della mia vita sia legato a servire a qualcosa, nel piccolo ma pur sempre qualcosa. Quando vaneggio, penso al grande!
Tante volte mi sono trovata a scrivere a delle amiche “grazie di esserci”, perché ritengo che la loro presenza mi sia d’aiuto. Vorrei sperare di essere anche io d’aiuto a loro.
Anni fa, in una riunione di volontariato, una persona disse che si augurava che prima o poi lo Stato sarebbe stato in grado di assolvere a tutti i bisogni dei cittadini e che il volontariato non esistesse più. Di getto mi venne di ribatterle che io invece mi auguravo il contrario perché diversamente avremmo perso il senso della vita.
Del resto è confermato dalla vita di tutti i Grandi della Terra: la loro vita ha raggiunto l’apice della realizzazione nella misura in cui si mettevano a disposizione dell’umanità o pensavano alle loro scoperte come possibili benefici per l’umanità, a SERVIZIO dell’Umanità. Trovo sia bellissimo.
Carla

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2 risposte a Sullo stato dell’arte circa la Formazione Permanente e le fatiche di Ercole

  1. Flavia Piccinelli dice:

    Carissime, condivido con voi il valore della riflessione su tutte le 12 fatiche di Ercole.
    Accolto il fatto che tutti e tutte come esseri umani siamo sulla terra per compiere un cammino di crescita personale e di relazione fertile con altre e altri , possiamo leggere le fatiche come il nostro percorso e ritrovare nella nostra vita situazioni simili a quelle vissute da Ercole o per lo meno situazioni a cui addebitiamo il medesimo significato.

    La cosa piu’ importante è che troviamo analogie tra le nostre esperienze di vita e le fatiche di Ercole perchè questo ci permetterà di riflettere e di attribuire significato a quanto ci è accaduto, anche a episodi ( parlo per me) dolorosi o difficili da accettare o in cui sono sprofondata nel mio limite …… ma sono riuscita a vederlo …per poi rinnovarmi e superarlo.
    Grande angoscia suscitata dall’intuizione del proprio limite e poi gioia nel poterlo superare.
    Sincerità e visione corretta della realtà senza trovare scuse , anzi con nuovo vigore nel ” tirarsi su le maniche ” e riprendere il cammino .

    Grazie a Gabri e a voi tutte,tutti che mi aiutate nel disvelamento del se’ piu’ profondo.

  2. lucilla bua dice:

    Brava Carla! condivido l’idea.
    Ogni uomo in questo mondo che desidera crescere spiritualmente o nutre la speranza di evolvere come anima deve migliorare se stesso come ci insegna Ercole per mettersi al servizio della propria famiglia prima, del proprio paese dopo e della famiglia allargata che è l’Umanità.
    Lucilla

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