Pensieri condivisi al primo convegno AMAEleusi

Immagine5Nel mondo AMA esiste una “tradizione” che rileva quanto possa essere necessario il trovarsi in gruppo attorno a dei problemi. Nel tempo, accanto ai problemi classici (la crisi di coppia, la disabilità, il lutto, le dipendenze, la genitorialità, ecc.) si sta profilando sempre più chiaramente un altro bisogno, che diventa sempre più emergente.

Questo bisogno/problema, altro non è che lo stato di insoddisfazione generale, che rivela un vuoto esistenziale, la mancanza di senso della vita e di tutte le realtà che essa contiene. Per questo motivo, noi sosteniamo che possa davvero servire, creare dei gruppi AMA, che abbiano nella loro laicità, nella loro spontaneità, strumenti adatti a gestire questa nuova condizione.

Immagine3Per fortuna l’umanità si sta risvegliando, lo fa ponendosi delle domande, magari fuori dai consueti strumenti che diventano sempre più obsoleti.

Abbiamo preso in considerazione i bisogni dell’essere umano, e consideriamo che nel nostro sistema occidentale i bisogni primari, messi alla base della piramide sono essenzialmente soddisfatti. Sempre più emergono i bisogni superiori, oltre a quelli di appartenenza ed amore, compaiono i bisogni di stima, estetici, di ricerca del senso dell’esistenza.

Il nostro mondo attuale, non sempre riesce a darci risposte soddisfacenti, sopratutto nella dimensione laica.

Microsoft Word - piramide bisogni colorata

Le crisi della vita, possono essere interpretate come opportunità di crescita, di sviluppo. La crisi destabilizza, ci fa soffrire , ma  diventa uno strumento di cambiamento, di ricerca di nuovi equilibrio.

L’ideogramma cinese ben si presta a dimostrare quanto la crisi offra due aspetti:

crisi

Ecco che, senza che vi sia necessariamente una causa apparente e nel pieno godimento del proprio stato di benessere, si può iniziare a percepire un senso  di insoddisfazione, di mancanza…

La vita comincia ad apparirci vuota, arida. Ciò che aveva valore sfuma in secondo piano. Insorgono nuovi problemi, iniziano a risuonare interrogativi interni che divengono sempre più incalzanti.

puntointerrogativoChe senso ha, che senso ha vivere? Ma c’è un senso? Che senso ha vivere se poi si muore? E poi perché la sofferenza? Perché le differenze? Non può essere senza senso! Sarebbe atroce, sarebbe crudele!

Chi sei tu? Chi sono io? Ma perché vivo? Ho un compito? Dio esisti? O sei una necessità per non annichilirsi in un infinito nulla? Sento un anelito in me, ma non so dargli spazio, o non oso…

Non so in quale direzione andare… Sono perso, perso… Siamo tutti persi, tutti, tutti…

E’ l’inizio di una lunga ricerca interiore. Ricerca di letture, di conoscenza, di significati, di insegnamenti, di incontri, di Maestri. Ricerca di mappe, modelli, tecniche per avventurarsi ed esplorare i mondi interni.

Tale processo di ricerca, in casi favorevoli,  avviene in modo spontaneo, per una naturale crescita e maturazione, sospinto dalle molteplici esperienze della vita, ma in altri casi deve essere attuato, e in tutti può essere favorito e accelerato, dall’azione consapevole e decisa della volontà.

Si profila la necessità di cambiamenti di vita, a volte dolorosi per la personalità… Ad ogni conquista corrisponde una rinuncia, l’io personale con le sue esigenze sfuma in secondo piano, ma a volte si ribella. I moventi si trasformano man mano che la coscienza si espande, divenendo sempre più realmente altruistici.

cambiamento

Chiaramente tantissimi, per fortuna, sono gli strumenti che oggi l’uomo può usare nella sua ricerca. Tra questi il gruppo AMA 2 sta creando una piccola opportunità, per chi risuona a questa condizione, che è ricercare il senso, il valore, della propria esistenza, dell’umanità e del pianeta che la ospita. Lo fa con il gruppo, avendo compreso che il gruppo è una risorsa. La nuova era, è all’orizzonte, un futuro glorioso attende l’umanità, nonostante tutto.

gruppo di lavoroI gruppi A.M.A. sono risorse… ognuno ha un piccolo tesoro da condividere… la propria esperienza, grande scuola di vita.

Il dare/ avere è energia in movimento… il suo equilibrio è la condizione  indispensabile per la salute psico/fisica/esistenziale.

La potenza del gruppo, non è determinata dalla somma aritmetica della capacità dei suoi membri, ma dal fuoco che l’anima del gruppo sa esprimere.

Se proviamo a prenderci cura del problema, del bisogno, dello stato di sofferenza e di ricerca, in pratica prendendoci cura di noi stessi e lo facciamo in gruppo, realizziamo che mettendo in comunione le nostre esperienze, le nostre risorse, le nostre piccole grandi comprensioni, costruiamo una nuova forza, un tesoro inesauribile da cui tutti possono attingere e donare.

Ognuno con la propria esperienza, specificità, porta il proprio colore per creare quella stupenda tavolozza di colori, per creare composizioni variegate e quando si raggiunge la perfetta ARMONIA, emette luce bianca, che irradia più  luminosa dentro e fuori il gruppo.

A nome di tutti, semplicemente

grazie

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3 risposte a Pensieri condivisi al primo convegno AMAEleusi

  1. Gabriela dice:

    Dopo il convegno AMA Eleusi
    “le leggi del lavoro di gruppo e lo sviluppo personale e collettivo”

    Tra pochi giorni, gli amalini di AMA2, si incontreranno per il consueto lavoro di formazione permanente.
    Sappiamo di voler condividere l’esperienza che alcuni di noi hanno vissuto al convegno.
    Già ieri, nel gruppo dell’affettività, i primi semi si sono distribuiti, ed i primi germogli, colti con gli echi di un suono che i tre gruppi AMA hanno diffuso. Quindi, Gratitudine e nuovo impulso per un costante e rinnovato impegno. In realtà, durante il convegno, son stati espressi molti concetti, non tutti sono passati nelle maglie della nostra mente, ma la nostra coscienza, attraverso il pensiero intuitivo ne ha colto l’essenza.
    Se il nostro mentale concreto esige di comprendere di più, è naturale.
    Con pazienza ed impegno troveremo il modo di approfondire molte cose. Iniziamo per ora a condividere tutto ciò che ha “risuonato” in ciascuno di noi, in tutta semplicità. Ne potranno emergere pensieri, osservazioni, domande, approfondimenti.
    Siamo una squadra tripartita: Torino, Brescia e La Spezia. Ognuno con la propria specificità, i propri colori che diventano ogni giorno sempre più brillanti. Forse non ce ne rendiamo conto, ma quello che è stato creato porta in sé un potenziale meraviglioso. Dobbiamo solo realizzare che ogni creatura richiede “cura”, “dedizione”, “alimentazione”. Dissotterriamo quindi i nostri talenti. Ognuno di noi può esprimersi. Mettiamo in comune le nostre risorse. Dimentichiamo i nostri piccoli limiti e facciamo emergere le nostre potenzialità.
    Alimentiamo quel fuoco che al Convegno visibilmente ardeva al centro della stanza. Ormai lo sappiamo che quel fuoco arde nei nostri gruppi, nei nostri cuori. Proteggiamolo, alimentiamolo!
    Giugno 16

  2. Flavia dice:

    Sabato mattina arriviamo in una casa di campagna persa nel verde, semplice, solida, accogliente… mi ha ricordato la cascina dei nonni materni ai Campiani.
    In quella casa ci sono le mie radici, i campi, il vigneto, il profumo del fieno tagliato, le ciliege selvatiche saporite e mature, la scala che sale dolcemente alle camere, la cucina grande con un rustico tavolo al centro. All’esterno l’aia, la lunga panchina addossata al muro per le chiacchere, il pergolato di rose, i tavoli sotto il cannucciato per le cene nelle sere afose d’estate.
    La sera, luna misteriosa, stelle luccicanti nel cielo terso, scuro ma non minaccioso, il frinire dei grilli, la scarsa luce del tramonto che si accende lentamente. Autenticità smarrita, essenza della vita profumi intensi e coinvolgenti, persone provate dalla fatica dei lavori nei campi, donne laboriose e sorridenti, che non chiedono nulla.
    Prima di andare a letto, Gabriella ci ha chiesto di pensare una domanda per noi stesse, io ho pensato alle mie radici ai Campiani e la mattina dopo è arrivata la domanda. Conosci te stessa? Chi sei?
    Tante volte avevo pensato a questo, fin dalla 3a liceo quando in filosofia avevo studiato Socrate… Conosci te stessa è stata la mia domanda infinita per la parte di vita che ho vissuto, continua ancora oggi anche se ora ho trovato tante risposte.
    La mattinata successiva è stata occupata dalla storia della carrozza, l’analogia con il se’ minore, il se’ maggiore; il percorso per costruire e l’integrare le nostre parti: corpo, emozioni, intelletto, per superare il narcisismo che ci fa pensare di essere il centro… sempre, mentre siamo una piccolissima parte del tutto.
    Ho pensato al mio percorso, duro, doloroso, impegnativo, ricco di esperienze, di tentativi falliti e riusciti, di paure, di insicurezze, ma anche di coraggio, di fierezza, di leggerezza e di profondità. Ricco di incontri e relazioni, di persone lasciate o perdute, di fallimenti, di piccoli conquiste interiori che mi hanno portata ad essere quella che sono.
    Grande fatica che ho pervicacemente rincorso, fermandomi, qualche volta tornando indietro, avanzando lentamente e poi velocemente eppure c’e’ sempre stata una stella polare che mi indicava il cammino e io l’ho sempre seguita. Il mio sogno era di realizzare il mio se interiore affrontando demoni e ignoto per superarli, per andare oltre. Rifarei tutto.
    Ora sono serena, il dolore non c’è più, sento l’armona dell’unità. Gratitudine a due donne terapeute che sono state le mie nutrici, e alle amiche e amici con cui ho avuto relazioni fertili, sincere, vere e spietate, se non fossi stata spietata con me stessa non sarei mai arrivata qui.
    GRAZIE!

  3. Ennio T. dice:

    Di ritorno da un pellegrinaggio a piedi di quattro giorni da Verona a Padova con un bel gruppo di amici. Mi è risultato chiaro che bisogna uscire, bisogna incontrare l’altro , mettere in gioco le nostre verità e certezze per arricchirle conle verità altrui. Ognuno di noi è un “seme” con grandi potenzialità, non dobbiamo farci seppellire da nessuno tantomeno da noi stessi, come dice Ada Merlini. Ma dobbiamo “mettere in comune un tesoro inesauribile da cui tutti possono attingere e donare” Enio

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