Ottava fatica di Ercole

A-1Cari tutti, dopo aver riflettuto sui copiosi insegnamenti offerti dalla settima fatica, eccoci giunti ad affrontare l’ottava prova: la distruzione dell’idra di Lerna, dalle nove teste di cui una è immortale.
Ercole parte per la nuova impresa portando nel cuore il consiglio offertogli dal maestro: “Noi ci eleviamo inginocchiandoci; conquistiamo arrendendoci; guadagniamo donando”.
L’impresa che Ercole si appresta a realizzare è altamente impegnativa. Sa che non è tagliando le teste dell’idra che la potrà vincere perché ad ogni testa tagliata ne crescono altre due. L’idra rappresenta l’ego, il guardiano della soglia, tutti i nostri aspetti negativi, la nostra ombra.
equilibrio-mente-corpoLe tre frecce infuocate rappresentano la volontà, usata dalla nostra triplice personalità integrata (corpo, cuore, mente). Quando in noi si schiude il risveglio, la volontà è orientata verso il superamento ed il conseguimento dell’integrazione della personalità con il Sé superiore.
L’ottava fatica, ci indica con le sue belle analogie, il percorso da seguire quando, raggiunto un certo grado di consapevolezza, scegliamo di lavorare onestamente, luce-consapevolezza-704x454intensamente su noi stessi per forgiarci come strumenti abili al Servizio. La condizione necessaria è sicuramente quella di non entrare in contrapposizione. Il superamento non si realizza attraverso l’ennesimo conflitto, non attraverso la repressione dei nostri aspetti negativi, immaturi, egotici ma attraverso il “riconoscimento” la consapevolezza di noi stessi e dei nostri funzionamenti. Diventiamo determinati a perseguire il nostro cammino nella luce, come l’idra sollevata nella luce, i nostri aspetti oscuri perdono potenza.
Noi ci eleviamo appunto, inginocchiandoci, quando umilmente accettiamo di riconoscere tutti i nostri limiti. img800-per-stare-in-piedi-bisogna-stare-in-ginocchio-29747Ercole si inginocchia, afferra l’idra con le sue nude mani e la solleva in alto. Il mostro, forte nell’oscurità dell’ignoranza, della paura, dell’inconsapevolezza, dell’illusione, dell’egoismo.
Quando invece, noi ci poniamo a servizio della parte più nobile di noi, la parte più elevata, la luce, prende il sopravvento.
Ercole, il discepolo, deve realizzare tre cose:
– Riconoscere l’esistenza dei propri lati oscuri, per questo deve sviluppare la vigilanza di sé ed il discernimento
– Coltivare la pazienza e l’umiltà per lavorare su se stesso e portare alla luce, alla consapevolezza, i propri meccanismi di funzionamento
– Realizzare ogni cosa con il coraggio della conoscenza e della fede.
Molti sono i rischi del ricercatore tra quelli più frequenti nella nostra epoca, li troviamo in ambito psicologico, in quanto molti perseguono solo l’intellettualizzazione dei loro problemi senza riuscire a perseguire il vero cambiamento e la soluzione dei problemi.
Lo stesso inganno lo troviamo anche nei ricercatori spirituali. In questo ambito lo stesso processo intellettuale crea l’illusione di essere ciò che si conosce, la realtà invece viene giocata quotidianamente nell’ambito delle relazioni.
Traumatic-Brain-InjuryIl mentale è un grande strumento a disposizione dell’uomo, ma se è ancora asservito ad una personalità immatura, può trarre in inganno. Dobbiamo sapere che spesso “la mente mente”.
Se vogliamo sviluppare discernimento ed onestà, possiamo fare periodicamente delle verifiche. La cosiddetta prova del nove ci permette di essere più autentici con noi stessi. Se davvero abbiamo interiorizzato, metabolizzato gli insegnamenti, osserviamoci e verifichiamo, quanto siamo diventati più leggeri, più semplici, più umili, più capaci di gioire per le piccole cose, più liberi dai molteplici attaccamenti. Quanto abbiamo superato un certo tipo di sofferenza, di paure, di dipendenze, di illusioni. In sintesi, le prove del nove, ci restituiscono meno sofferenza e maggiore gioia. Questo ci permette di applicare maggiore volontà per applicarsi nel Servizio. Non entriamo in questa sede in tema di karma o legge di causa effetto di cui abbiamo parlato precedentemente.
La testa immortale dell’idra sotterrata ci ricorda che finché siamo coinvolti nel ciclo di morti e rinascite siamo sempre impegnati con i problemi personali e collettivi, fonte inesauribile di insegnamenti.
enneagramma1Quando un problema personale o collettivo è riconosciuto, creiamo la condizione per il suo superamento. Le nove teste della bestia, ci riportano alla preziosa analogia dell’enneagramma. Questo strumento ci permette di riconoscere i nostri aspetti negativi e ci offre la visione del loro superamento e trasmutazione in forze positive, in virtù. (Verrà allegata a questo commento uno schema dinamico dell’enneagramma per offrirci l’opportunità di lavorare sulle virtù perseguibili).
La personalità non deve essere ne uccisa ne calpestata ma riconosciuta come il triplice veicolo di espressione della divinità.
Ercole, attraverso le qualità acquisite mediante l’umiltà, il coraggio ed il discernimento, riesce a far penetrare luce negli oscuri recessi dell’inconscio. Solo quando abbiamo maturato la consapevolezza, possiamo evitare i rischi del mentale mal utilizzato.
Spesso ci ripetiamo che l’evoluzione non richiede ne perfezione ne santità, solo consapevolezza.
meditazione-531033-603-col-liv-ok_125341700954080_1818452530_nSenza la consapevolezza di noi stessi, dei nostri funzionamenti, non possiamo realizzare una vera trasformazione
. La nostra natura umana si appresta a morire per poter rinascere a nuova vita. Questa condizione noi non la affrontiamo una sola volta, ma ogni volta che realizziamo un conseguimento. Spesso è veramente difficile morire a noi stessi, abbandonare alcune parti di noi, per anni abbiamo creato le nostre maschere, le nostre illusioni, e siamo identificati con loro. Ogni vita umana nasce a seguito di un “travaglio”, ma con la nuova vita il dolore sfuma e si trasforma in gioia. Ercole deve dimostrare a sè stesso che la forma, la manifestazione, è un canale di espressione del Creato. Ricordiamo in merito il simbolo del caduceo che rappresenta la finalità dell’umanità che è quella appunto di spiritualizzare la materia.

Scopo dell’umanità è quella di collaborare al piano di sviluppo planetario.

evoluzioneBase del lavoro è la gioia

Gabri

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Una risposta a Ottava fatica di Ercole

  1. Lucia dice:

    Il percorso di Ercole rispecchia per analogia le fatiche quotidiane dell’essere umano. Egli è il discepolo per eccellenza che non arretra di fronte alle prove gravose della vita e nel momento in cui lo comprende ecco che tutto il percorso stesso diviene più leggero nella gioia del lavoro.

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