i movimenti dell’anima… i sentimenti

3-300x300Ricevuto da Flavia

Nell’ambito del lavoro di gruppo su Eros-Thanatos, mi sono soffermata sullo scritto del filosofo psicanalista Umberto Galimberti che considero un sensibile e competente interprete dell’inconscio e dell’animo umano.
Mi ritrovo completamente nelle sue parole, che sanno esprimere molto meglio di quanto io sappia fare i movimenti dell’anima… i sentimenti.
Ne ho fatto un estratto.
Flavia

“Sessualità,  Intimità e autonomia, perdersi e ritrovarsi: realtà e simbolo della sessualità umana.
Mi interessano le prime due parole.
La parola ‘sesso’ viene da ‘nesso’. Quindi il sesso è una connessione.
Il sesso è una ‘forma di conoscenza’. Resta da stabilire cosa si conosce nella sessualità, chi sono i conoscenti nel gioco sessuale.
La sessualità è la prima parola insieme a intimità e autonomia, due parole greche.
Quindi Platone è il giusto convocato.
‘Autonomia’ = ‘autos’ ‘nomos’.
‘Nomos’, la legge, ‘autos’: essere leggi a sé stessi.
È autonomo chi dispone di una legge per sé. 
Poi viene ‘intimità’ parola greca che fa riferimento a ‘thymos’ — ‘en thymos’.
Intimità viene da dentro il timo.
Il mondo greco descriveva il conoscere attraverso gli organi del corpo. Il sentire attraverso il corpo, il corpo è immediatamente espressivo, è originariamente in relazione con il mondo e  nello stesso tempo con l’anima
Questo è lo sfondo da cui prendono rilievo le parole  intimità e autonomia.
Il thymos, ciò che è dentro il petto, la sede dell’emotivo è ciò che non si combina col ‘nomos’, non si combina con la legge, non si combina con l’autonomia, con la regola, col governo di sé.
La filosofia nasce con Platone esattamente per tentare di tenere a bada il ‘thymos’, il mondo delle emozioni, delle passioni, che è un mondo dove la persona patisce. 
È quel fondo, quell’instabile, quel minaccioso che rispetto alla legge di sé, al governo di sé,  si offre come l’inquietante, il perturbante.
Solo se avviciniamo e attingiamo a questa sfera incontriamo ‘le cose d’amore’, l’eros.
Per discutere di amore bisogna disabitare i luoghi abituali del quotidiano. 
Innamorarsi è effettivamente una dislocazione.
Essere in preda di amore significa rivisualizzare il mondo.
L’amore disloca, porta su un altro piano dove ogni cosa assume un altro significato. 
Diotima insegna questo a Socrate. Una donna maestra di amore. 
Socrate parlava con entusiasmo (entheos) dio-dentro, che non è l’Io.  Ma altro di me. La mia parte divina, terrificante, la mia istintualità, che non ha regola, che appartiene all’ordine del sacro.
In questo territorio va collocato il dio, in questo territorio si esprime l’entusiasmo, in questo territorio abita il dialogo su ‘eros’. Eros è violenza e potenza”.

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