Come l’acqua di un fiume di sera, trasparente, eppur sembri nera

A cura di Boris

Pur essendo noi stessi non siamo sempre gli stessi.
Senza entrare nel processo evolutivo del carattere, di formazione e maturazione della personalità, dovuti al vissuto personale, veniamo percepiti in modo diverso dal prossimo.
b02Non é quasi mai possibile valutare oggettivamente una persona.
L’individuo stesso si pone in maniera soggettiva verso gli altri.
Per caste, ambiti di interesse, attività, studi e varie altre comunanze, siamo percepiti e ci poniamo diversamente.
All’interno di un gruppo possiamo essere degni, simpatici, stimati, addirittura leader. Nello stesso gruppo, sicuramente, non avere con tutti lo stesso affiatamento nel godere di una stima univoca, per alcuni essere fondamentali, per altri, non essere determinanti.
L’appartenenza a una comunità può portare alla più totale disistima reciproca per quanti appartengano ad un altro gruppo, anzi, talvolta sfocia in vera e propria violenza.
Va altresì notato quanto possa essere fluida l’appartenenza a comuni diverse perché diversi sono gli interessi individuali. Persone con le quali siamo in perfetta empatia, in un contesto, sono vissute come rivali quando ci troviamo in un altro contesto.
b03Per quanto professionale, distaccata, vergine possa essere l’impressione o l’immagine che ci facciamo di un individuo, non può mai considerarsi totalmente obbiettiva. Sicuramente la scienza ha messo a punto parametri di valutazione che si possono ritenere efficaci, ma saranno sempre limitati dal fatto di non poter prescindere dall’emotività e dalla sensibilità del valutatore e del valutato che, per fortuna non possono essere codificate.
Banalizzando, si fa presto a dire acqua.

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