La relazione di coppia

relazione_di_coppia_0La relazione di coppia… donna e uomo, bella sfida, da sempre è la situazione più bella, quando funziona, ma la più faticosa e dolorosa per l’animo umano quando non va o finisce.
Cosa o chi definisce che una coppia è tale?
La benedizione di qualche ecclesiastico o santone? Le autorità civili del momento? I dogmi, le credenze?
E se fosse invece un lavoro a quattro mani ed un unico pensiero di intenti e progettualità fatta da due persone consapevoli di essere distintamente uomo e donna?!
E’ di sicuro una grande avventura la relazione di coppia, che essa duri un giorno un anno o decenni di una vita intera.
Nella Torah (testo sacro ebraico) è scritto: il mascolino sacro e il femminino sacro devono stare uniti poiché l’uno non è meglio dell’altro e solamente uniti creano l’equilibrio in terra.
L’equilibrio è inteso come modo di vivere generale, l’equilibrio tra uomo e donna in tutte le sue manifestazioni permette di far progredire entrambe così che ognuno sia di sostegno e complemento per la crescita dell’altro e di se stesso.
Conoscete le giovani marmotte? Sono gruppi di ragazzini che devono fare per forza la buona azione quotidiana e così facendo rischiano di essere di disturbo ad altri; è così anche nella relazione uomo, donna.
Ma perché devo per forza stare con te se non funzioniamo? Ma perché devo sopportarti? Forse perché ormai è tutto legalizzato? E poi perché devo stare male? E poi ancora, perché devo andarmene alla prima incomprensione? Proviamo invece a darci l’opportunità di conoscerci nel rispetto reciproco.
Forse funziona o forse no ma sarà stata una nostra, mia o tua scelta di percorso e non siamo cattivi o sbagliati ma solo consapevoli delle nostre scelte e disposti ad accettare serenamente le conseguenze che ne derivano.
A volte serve aspettare, a volte è saggio finire, chiudere ed a volte la cosa migliore è impegnarsi per proseguire; dobbiamo essere noi stessi sempre e contemporaneamente disposti al compromesso, solo così daremo spazio alla relazione di esistere e di crescere.
Amare per fare crescere, amare senza possedere, amare senza prevaricare.
Quanti noi hanno provato a fare proprie queste semplici regole e quanti poi sono riusciti a mantenerle ed a renderle fertili?
Non importa essere perfetti, ma provarci sempre, essere sempre pronti a ricominciare, a rimettersi in gioco ed in discussione, a dirsi “ferma dove andiamo ed a che punto siamo noi?”. Siamo capaci di amare l’altro così com’è senza giudizio e senza desiderio di cambiarlo? E desiderare che l’altro persegua o realizzi i propri desideri ed aiutarlo in ciò gioendo di questo?
Se non vogliamo possedere l’altro, se ci impegniamo a farlo crescere e se non lo prevarichiamo mai, i primi a stare bene ed a vivere bene saremo noi e le nostre relazioni saranno piene e prolifiche di bellezza… e d’amore.
Mariangela

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Una risposta a La relazione di coppia

  1. Gabriela dice:

    Certamente vero quella che scrive bene Mariangela. Per dirla alla Bauman, con la sua teoria della società liquida, oggi più che mai viviamo in modo esasperato il fattore della precarietà, in tutti i campi dell umano vivere, dal lavoro, alle relazioni.
    Credo sia una sorta del fenomeno della legge del pendolo. Prima, tutto era rigidamente strutturato , solido, incorruttibile, sicuro, spesso pilotato dall’ esterno, dalle regole sociali e religiose.Con i suoi aspetti positivi e negativi. Ora tutto è “precario”con altrettanti diversi aspetti positivi e negativi, insomma , l’altra faccia della medaglia.In attesa che le persone e le società ritrovino il loro prossimo equilibrio, intanto assistiamo all’ incapacità di saper affrontare l’idea di una progettualità costruttiva che comporta, impegno, fatica, capacità, dedizione. Oggi vedo troppe solitudini, come risposta all’incapacità di poter tollerare una frustrazione. Si parla di società narcisistica, ossia di incapacità a superare la crisi che invece spesso è portatrice di superamento, rinnovamento, crescita. Troppi single, troppi cagnolini, unici capaci di garantire perenne affetto e appartenenza in quanto completamente dipendenti, e garantiti. Tra umani l’impegno è diverso, esiste il conflitto, la ricerca costante , l’investimento, l adattamento.Quindi i pensieri espressi da Mariangela, ci riportano alla riflessione, per renderci sempre più capaci e padroni del nostro destino.

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