Il Viaggio

Sono una viandante di questa vita come tutti. Fin dalla giovinezza, ho sempre sentito l’anelito alla ricerca. Le suore del catechismo, fin da piccola mi guardavano con simpatia ma anche con una certa preoccupazione perché sapevano che ad ogni incontro le avrei inondate di tante domande a cui non sempre sapevano rispondere se non con il classico modo usuale per quei tempi che terminava con “perché è così”, piuttosto che “è un mistero”.
Sappiamo che la ricerca del senso della vita con tutto ciò che contiene, si sviluppa in infinite strade.
Le letture, gli incontri con i maestri possibili, le esperienze condivise in diversi contesti, non bastavano. Forse anche per questo è nata l’esigenza, quando possibile, di affrontare viaggi, verso il lontano. In adolescenza poteva essere il frequentare campi di lavoro e le esperienze nelle prime comunità per disabili di Capodarco. Successivamente viaggiando nei paesi del lontano Oriente.
Ora eccomi qui, raggiunta la veneranda età della pensione ad affrontare viaggi, concedendomi il tempo utile per vivere esperienze non solo in stile turistico.
Da poco infatti, sono rientrata da un viaggio in Sri Lanka di due mesi. A quanti, tra gli amici mi chiedevano notizie della vacanza, rispondevo che il “viaggio” non è mai una vacanza, è una prova della vita che possiamo scegliere deliberatamente. Una esperienza che ti propone cambiamenti e verifiche.
Certamente il viaggio è spesso faticoso, impegnativo, quando scegli di non guardare dalle finestre di un albergo per occidentali, ma scegli anche di vivere con gli abitanti e quindi come loro. Per questo a volte è duro e spietato, a volte leggero come l’aria che spesso manca. Questo non per l’eccessivo caldo ma per il continuo confronto con il diverso. Il viaggio diventa l’immersione nell‘alterità.
E’ una accelerata sul piano esistenziale che serve per poterci scuotere dagli stagnamenti delle nostre abitudini, dalle nostre piccole coazioni rigide, dai nostri funzionamenti obsoleti, dalla nostra comoda mentalità di appartenenza. Vivere con il diverso, ci permette di prendere le distanze da noi stessi. Quando siamo soli tra noi, nelle nostre comode case, nelle nostre rassicuranti comunità, tra le nostre consuetudini, siamo come pesci nell’acquario. Come pesci quindi non riusciamo a vedere e comprendere di non essere nel mare. Il mare è molto più vasto, libero ma anche più pericoloso.
Nei nostri piccoli acquari, abbiamo la garanzia della consuetudine. Spesso diventiamo incapaci di vederci per quello che siamo e soprattutto per quello che potremmo ancora diventare. Siamo spesso miopi della realtà che per fortuna è grande e complessa. Il viaggio quindi, ho scoperto, è una condizione che mi può aiutare a prendere le distanze da me stessa, dalla vasca che mi contiene, per potermi veder più chiaramente. Molte maschere inconsapevoli quindi, possono cadere. I molti limiti e difetti possono pertanto rivelarsi per poter lasciare spazio al miglioramento.
Il viaggio ti propone continuamente persone, popoli, culture, religioni, lingue, cibi, profumi, odori, clima, diversi. Il viaggio ti induce continuamente processi di adattamento e cambiamento. Ti allena al non giudizio, all’adattabilità, ti indica le molte possibilità di adottare diversi punti di vista.
Il rapporto con l’altro, diverso da te, ti stimola continuamente a vedere le tue pochezze, e ti premia regalandoti sorrisi ed accoglienze nelle case povere a cui non siamo più abituati. Ho imparato un poco a tradurre i diversi linguaggi, che non sono solo linguistici, ma che rivelano mentalità e significati diversi dal nostro modo di tradurre ed interpretare gli altri. Quindi, come espresso, il viaggio non è una vacanza, anche se ne abbiamo bisogno. Il viaggio, quello vero, è come la vita, che continuamente ci propone di osservarci con maggiore onestà e guardare il mondo da prospettive diverse. In questo modo, riconosciamo che la forza del cambiamento, in qualsiasi età, insita in ciascuno di noi, ci riporta ad una antica frase che recita “conosci te stesso” e di conseguenza “cambia tu che cambia il mondo”

E un viandante gli domandò: «Maestro, parlaci del cammino».
La tua partenza è il tuo arrivo nella sostanza.
Come nudo sulla sabbia
lascia il piede la sua impronta,
così è di te quando parti:
solo la parte più chiara rimane,
che il testo è presto cancellato dal vento.
Sforzati di lasciare impresso il tuo segno
senza fretta.
Non forzare il passo
se non vuoi sprofondare.
Considera che sei di passaggio.
E quando parti, sappi che
tu non lasci noi ma te stesso.
Rimarrai per sempre nel nostro cuore.
Gibran

https://www.eleusi.org/il-cammino-analogia-con-la-vita/
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Una risposta a Il Viaggio

  1. Alessandro Boldrini dice:

    Quello che scrivi è molto bello e interessante, ti propongo un punto di vista diverso ma non in contrasto. Diceva uno scrittore che credo conosci…il vero viaggio non è andare in posti lontani ma guardare il mondo intorno con occhi diversi.

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