Il gruppo A.M.A. è una torta equilibrata – 2

Nella prima parte di questa riflessione sui gruppi AMA e sulle loro componenti, abbiamo usato la metafora della torta che è fatta di alcuni ingredienti base (più o meno tutte le torte hanno farina, zucchero, lievito….) e di quelli variabili che la rendono particolare e unica.

tortaQuindi il gruppo AMA/torta ha gli ingredienti suoi propri che rendono quell’insieme meravigliosamente diverso da un altro, e poi ha i componenti base senza il quale non esisterebbe in quanto AMA. Insomma una torta può essere al cioccolato, alla crema ecc. ecc. , ma sempre torta è.

Ha bisogno di trovare in sè, a fasi e non necessariamente nello stesso incontro, tre componenti fondamentali: la componente di condivisione del vissuto, quella emozionale di trasmissione del vissuto, la componente mentale di riflessione/elaborazione del vissuto. Scegliete voi cosa corrisponde alla farina, allo zucchero, al lievito, alle uova…. Se siete vegani fa lo stesso, trovate voi le corrispondenze.

Nell’intervisione(1) di oggi si è cercato ancora di capire, di penetrare questo percorso che sembra facile, ma è difficilissimo proprio perché semplice, e quindi abbisogna, per essere compreso e realizzato, di spogliarsi di molte sovrastrutture che abbiamo maturato negli anni: modelli di pensiero, di comportamento, competenze applicabili ad altri contesti che ci viene automatico adoperare, convinzioni, pregiudizi, problemi personali che interferiscono… insomma un sacco di cose apprese, che peraltro di solito appesantiscono la vita quotidiana, anche se in certe circostanze sono utili o addirittura indispensabili.

Ingrediente /base: il vissuto.  Non opinioni, tanto meno teorie. Il Re è il vissuto cioè l’esperienza, e il modo di condividerlo il suo Primo Ministro.

vissuto1. La condivisione del vissuto

Qui ci sta il racconto, la pura e semplice narrazione, che nelle fiabe è l’intreccio, la trama. Questa è la parte più amata dai bambini e infine da tutti, quella che ci fa andare al cinema, leggere un libro di avventure, ascoltare lo sviluppo di una musica.  Ha una potenza che deriva dall’essere inscritta nelle strutture base della psiche umana perché è veicolo di coscienza e comprensione. E’ la modalità fondamentale che fa sì che possiamo iniziare quell’opera di identificazione, di risonanza, di sim-patia che ci fa rispecchiare nell’altro, e nel rispecchiamento articola e arricchisce.

2. La trasmissione emozionale del vissuto

Nelle fiabe si inizia “c’era una volta (per esempio) un re che viveva nel suo castello. Il re aveva una figlia bellissima di primo letto e una seconda moglie cattivissima invidiosa della fanciulla. Un giorno la matrigna…”. Che cosa accade? Entriamo in un mondo, il mondo di chi ci racconta, e cominciamo a conoscerlo,  e penetriamo di più se ci racconta delle sue emozioni.

Le sue emozioni ci emozionano per risonanza (2), ci ri-cordano (cioè riportano al cuore) le nostre stesse esperienze. come nella musica da un accordo nascono i suoi armonici derivati (3), e il discorso si articola e diviene discorso di gruppo. L’emozione che circola ci dà la misura dell’autenticità. E’ il cuore del gruppo AMA. Le storie individuali  qui si intrecciano e si dipanano e nel succedersi spontaneo si chiariscono.

3. La riflessione/elaborazione del vissutotempo spirale

E’ evidente come sia conseguenza spontanea delle prime due “fasi”. E’ la morale della favola, la rivelazione finale nel romanzo giallo,  la cottura della torta, quella che infine dà senso e scopo, che ci rende il tutto usufruibile e prospettico, che ci spinge all’azione conseguente e all’attiva condivisione solidale, alla realizzazione della parte “muto” dell’ auto mutuo aiuto. E quindi, infine, il risultato cercato, ma attenzione! Siamo facilmente portati, per cultura, per abitudine, per tanti motivi, a saltare le fasi precedenti, a servire il forno invece della torta, a sintetizzare la morale prima che ciascuno abbia gli elementi autentici per potersi nutrire della torta. E allora il tutto acquista quel sapore di “interessante-stimolante-intelligente” – al meglio – ma non veramente trasformativo.  Almeno, per il gruppo AMA che fonda la scommessa della sua utilità sul processo di condivisione, passo passo condotto nei modi e nei tempi di ciascuno.

Sarebbe come leggere la favola dalla fine, come leggere gli aforismi che tanto si ama mettere su internet, pallide illusioni, consolatori sul momento quanto inutili, perché inevitabilmente dimenticati quando veramente occorrerebbe ricordarli, in quanto privi delle radici e della terra in cui radicarsi. Surrogato di un risultato che, privato del processo, non può stare veramente in piedi.

telaioSiamo tutti alla ricerca della verità e della nostra soluzione.  Del sostegno empatico da dare e da ricevere in uno scambio in cui non si sa più chi dà a chi, e chi riceve da chi, per cui infine è un tessuto comune. Ma il forno sta a 180° per un suo tempo, se la mangi prima la torta è solo indigesta.

Ora, molte domande sorgono pensando al gruppo AMA in questo senso, e al ruolo del facilitatore. Le tre componenti indicate sono intrecciate in tempi e modi circolari, non sempre consequenziali, nella vita del gruppo e nel raccontarsi di ciascuno. Certo è bene ricordare che nelle buone torte c’è anche una cronologia da rispettare: si mette prima questo e poi quello, se no non viene proprio bene.

cuochiMa infine è importante che ci siano tutti gli ingredienti, nelle giuste dosi, ed è compito del facilitatore aiutare il gruppo a realizzare le sue torte, sapendo correggere gli squilibri, non tanto come fosse il capo-cuoco che dà gli ordini agli esecutori, bensì indicando e mettendosi in gioco personalmente, in modo da orientare verso il risultato, attento a lasciare a ciascuno il suo modo e il suo contributo, eppure invitando a completare gli equilibri, soprattutto mettendoci del suo. In questo senso è un conduttore, cioè conduce verso un risultato; ma non nel modo impositivo e condizionante che siamo abituati ad associare alla parola “conduttore”, bensì come il tanto sognato libro di cucina parlante, che ci possa ricordare gli ingredienti e le loro tempistiche (solo quando ne abbiamo bisogno, senza doverlo rileggere e magari dolersi a posteriori della dimenticanza) per fare una torta veramente buona, nutriente ed entusiasmante.

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(1) vedi nota nell’articolo  “Il gruppo AMA è una torta equilibrata – 1”

(2) La legge di risonanza è una legge fisica che a pensarci è una vera magia. E’ tale per cui se si suona una nota, a esempio pizzicando la corda di una chitarra, tutte le corde delle chitarre vicine accordate su quella nota entro un range definito, vibrano senza dover essere pizzicate. Vale anche a livello psichico, per analogia.

(3) Altra legge del suono è la legge degli armonici naturali, per cui un suono emesso non risulta mai puro bensì produce naturalmente una serie di suoni secondo una sequenza matematica definita.

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