Una cosa che mi fa paura, la morte

Diaz Hernandez - TanatosTHANATOS… intanto dare questo nome alla morte ne addolcisce l’effetto sonoro, almeno per me che della morte ho paura. Certo, a parole, so che è una cosa inevitabile, ma se ora mi dicessero che tra poco tempo devo morire, credo che sarei spaventata, arrabbiata, furente e depressa, perché adoro vivere.
Sarei arrabbiata perché non ho voglia di andarmene ora, ho tante tante cose da provare, sperimentare, vedere, cose che non ho potuto fare, cose che non mi è stato permesso fare. A 57 anni so di aver già vissuto ben oltre la metà della vita concessami (è mediamente così per tutti) e nella certezza che tutto finirà, sento che ho poco tempo, che la fisicità e la mancanza di una economicità certa non mi permetteranno di realizzare i miei vecchi sogni.
E la faccenda non finisce qui, gli stessi motivi mi stanno ostacolando nella realizzazione di nuovi sogni e desideri, ma siccome sono ancora qua fisicamente, voglio fare e godere di tutto ciò che mi piace, mi da piacere.
Voglio vivere amicizie belle intense (non solo spirituali o a distanza) amori, affetti, tutti i giorni, frequentandosi, volendosi bene, infervorandosi, trovando il compromesso, il sorriso e l’afflato per costruire delle relazioni buone.
Altro non so della vita e della morte e così mi sforzo di vivere giorno per giorno, non come se fosse l’ultimo, ma come se fosse il primo di milioni a venire, dove tutto è possibile.
presente-passato-futuroPoco importa cosa o se finirò qualcosa, ma voglio o vorrei arrivare alla fine della mia vita pensando “Ora voglio e posso andare, ho fatto tutto quello che potevo fare, con ardore e passione e fatica e gioia, cercando di essere stata utile e non aver fatto troppo male agli altri”.
Spero e lavoro per arrivare a questo punto; certo avrò paura e forse dolore, il rincrescimento di non vedere più i volti amati e la speranza di ritrovare chi mi ha preceduto.
Nessuno è tornato dalla morte a dirci come e cosa si fa, cosa succede e così non mi fermo a pensarci troppo, vivo ogni momento più intensamente che posso, con tutti i miei limiti e difetti.
Credo che ogni morte sia un fatto unico.
Vi saluto con grande affetto e vi lascio una frase bellissima che un’amica cara e speciale mi ha inviato poco tempo fa.
“Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere e principalmente vivere”.
Io vi aggiungo “con gioia”.
Un abbraccio
Mariangela

 

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Una risposta a Una cosa che mi fa paura, la morte

  1. lucilla bua dice:

    Carissima sorellina Mariangela il tuo scritto mi ha colpito soprattutto per la ricerca di onestà con te stessa e con quelli ai quali ti rivolgi. A momenti accalorata forse perché temi di non essere approvata la paura della morte dichiarata nel titolo e a momenti invece sicura e aggiungo io fin troppo di aver diritto alle cose che oggi ti sembrano indispensabili da fruire in questa vita ignorando che sono quelle cose del momento attuale e non lo saranno domani. Percio’ non temere la morte. Se accetti la morte come compagna ti sarà dato tutto ciò che ti servirà e non quel mucchio di cose lasciatelo dire colme di retorica che una società interessata e poco interessante vuole infilarci nella nostra mente. Ti abbraccio. Lucilla

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