Continuando a ricordare Luciana

Le-più-belle-ed-emozionanti-frasi-sullamicizia-e-da-dedicare-al-migliore-amico-1Riceviamo da Lucilla

Prima di proseguire ho inviato queste pagine a Luciana per sapere se potevo pubblicarle e continuare e lei, il solito tesoro mio mi ha risposto raccontandomi quello che è successo dopo. Lo aggiungo qua tradotto dal francese. Vive adesso a Marsiglia purtroppo con un cancro del sangue e un marito Pierre tanto caro capace di accudirla come un fiore prezioso ma anche lui con cancro al fegato…
Questa la sua risposta:
“Grazie del tuo messaggio via mail del 16/06/2018 il cui tenore, non ne dubiti vero, ha captato tutta la mia attenzione. In seguito alla tua versione dei fatti dell’incidente ecco quello che è successo visto dalla mia parte, la parte medica. In seguito allo scontro mi hanno trasportato in coma in una clinica a Tunisi dove il chirurgo riteneva giusto che mi sarei svegliata da un momento all’altro e che era giusto aspettare. Mio padre invece vedeva i giorni passare e cominciò a pensare che il tempo d’attesa stava diventando troppo lungo e troppo grave”.
Io, Lucilla, prendevo il treno tutte le mattine a Cartagine e raggiungevo la clinica a Tunisi, dove era stata ricoverata Luciana. Stavo lì con lei tutto il giorno tenendo la sua piccola mano nelle mie. Controllavo le numerose ferite ed i segni dei pneumatici che avevano deturpato il suo piccolo corpo. Piangevo chiedendole perdono per l’accaduto ed elemosinavo qualche notizia quando il chirurgo veniva a controllare il suo stato. La sua mamma era sempre lì seduta in parte al letto, vicino a lei, non abbandonandola mai e mi consolava lei del male che avevo fatto io a Luciana sua figlia.
Da quella benedetta domenica Luciana ed io non ci siamo più viste e lei è stata per anni in riabilitazione in una struttura che però ha saputo ridarle una memoria perché dopo l’intervento era in amnesia totale. Le notizie, sempre dolorose, mi arrivavano a Roma da mio padre che le riceveva dal papà a Tunisi che aveva lo studio al terzo piano sopra il negozio di mio padre.
Quando Luciana cominciò a stare un po’ meglio cominciò a scrivermi ma confesso che queste lettere erano dolorose per me in quanto attraverso i suoi scritti mi rendevo conto che Luciana non c’era e non c’era forse piu? E vigliaccamente scappavo…
Continua la lettera di Luciana:
“Mio padre, preoccupato telefonò allora a mio fratello Jean Marie, allora studente di medicina a Parigi che ne parlò con il proprio insegnante, il Dottor Klein che, bontà sua, venne a Tunisi per un consulto. Trovò il mio stato troppo grave per fare un intervento sul posto. Occorreva urgentemente trasportarmi con un aereo sanitario a Parigi per essere operata in condizioni sanitarie soddisfacenti. Avevo tre ematomi al cervello di cui uno particolarmente delicato per la sua vicinanza. Sono stata dunque operata e ho sofferto moltissimo, la notte dovevano legarmi al letto per non cadere e la mia mamma sempre presente ha passato con me le notti più lunghe della sua vita. In seguito mi hanno trasportato in Alta Savoia a Combloux di fronte al Monte Bianco, nello chalet degli Studenti gestito da suore per le cure post operatorie, la testa completamente calva. Qui ho ritrovato un inizio di salute. La mia mamma in un albergo vicino, piano piano cominciò a spiegarmi quello che era successo perché io non capivo nulla del mio stato ne chi fossi ne da dove venivo. La mia mamma me l’ha spiegato un po’ per volta con le varie circostanze dell’accaduto. Sono un po’ depressa attualmente ma ti prometto che appena starò meglio ti racconterò questa mia vita colma di prove fin da quando avevo sei anni. Circostanza questa che può spiegare la mia apparente timidezza. La vita non è un lungo fiume tranquillo, anzi.
Stavo dimenticando di dirti che la mia mamma aveva un’amica molto religiosa che lavorava con Padre Pio e ritengo senz’ombra di dubbio che abbiano pregato molto per me. Comunque finalmente nulla è troppo triste in quanto è proprio a Combloux che ho incontrato Pierre, anche lui, nell’agosto del 1962, era lì in cura allo chalet degli Studenti. Se Dio ce lo permetterà festeggeremo a luglio di quest’anno cinquantadue anni di Matrimonio. Abbiamo due figli maschi nati nel 1969 e nel 1973 che abitano entrambi a Marsiglia.Il primo è avvocato il secondo infermiere libero professionista.
Spero leggerti presto. Tutto l’amicalmente possibile Luciana”.
cuoreEcco è inimmaginabile pensare che ci si scrive così dopo cinquantasette anni di silenzio eppure tanto era stata forte la nostra amicizia che ci siamo scritte come fosse passato poco più di un mese. Sapevo da amici comuni, tra cui Marie Jo, che, con l’avvento di Face book e la creazione di un sito che raccoglieva le alunne del Collegio, e che Pierre aveva scoperto, Luciana mi aveva cercata. Marie Jo le aveva dato qualche coordinata ma Luciana poco portata all’informatica e Pierre un po’ contrario a Face Book, contribuirono a tenerci lontane ancora per un po’. E poi un giorno fuori Face Book tra le notizie, edite mensilmente da un’altra delle alunne del Collegio, che ci tengono al corrente, tra le righe ho trovato questa inserzione: ricerco una mia amica Lucile Bua grazie di farle sapere che desidero rivederla questo il mio indirizzo email.
Luciana mi aveva cercato facendo del suo meglio e io invece temevo mi odiasse per averle rovinato la vita. Mi sono resa conto invece con questa inserzione quanto mi volesse ancora bene.

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