Attraverso l’Italia che cambia

Viaggio nell’Italia che sta cambiando, intervista a Daniel Tarozzi

Celata dai mass media e non rappresentata dai partiti della politica tradizionale: esiste un’altra Italia, quella che porta avanti progetti e politiche rivoluzionarie e concrete. È l’Italia che ha conosciuto Daniel Tarozzi nel corso del suo viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia.

di Olivier Turquet – 6 Maggio 2013

daniel tarozzi
Daniel Tarozzi ha da poco terminato il suo viaggio in camper nell’Italia che cambia

Un giro per scoprire l’Italia che cambia. Abbiamo intervistato Daniel Tarozzi che ha cominciato il suo giro in camper il 9 settembre ed ha terminato il 16 aprile scorso. L’ultimo post del suo blog comincia così.

“A tutti quelli che si stanno deprimendo per la vergognosa classe politica che ci governa e per il ritornare di loschi figuri, a tutti quelli che crollano dallo sconforto accendendo la televisione e osservando le solite facce sempre più decadenti, un invito: uscite di casa. Esiste un’altra Italia. Loro non vogliono raccontarcela, ma c’è. Quello che viene rappresentato dai media è un tentativo disperato di tenere in vita un mondo che non c’è più”.

Daniel, parlaci di quest’altra Italia…

Non è semplice parlarne. Ci vorrebbero ore. Ci vorrebbero centinaia di pagine, ore di video, migliaia di fotografie, mesi di incontri. E ancora non sarebbe abbastanza. Non so nemmeno se sia corretto chiamarla ‘l’altra Italia’. Forse è semplicemente l’Italia vera. Mentre quella raccontata dai media, fatta di decadenza, disperazione, mancanza di visione, autocommiserazione è la vera ‘altra Italia’. Io sono stato in giro sette mesi, ma avrei potuto stare in camper sette anni e ancora non avrei scalfito la quantità e la qualità delle esperienze che sono sorte e stanno sorgendo sui nostri territori.


“Ovunque io sia stato ho ritrovato questa esigenza: costruire una rete che valorizzi al meglio le esperienze e che faccia sentire meno solo chi si è messo in movimento”

Ho visto veramente di tutto: persone in grado di rendere possibile l’impossibile, progetti di occupazione e integrazione in terre di mafia, progetti di agricoltura ed economia sostenibile fiorenti e visionari, relazioni, comunità che si muovono, solidarietà, accoglienza. Ho visto bambini cresciuti in modo eccezionale, in grado di essere saggi come un anziano, leggeri come un infante e liberi come un’animale selvatico. Ho visto modelli di alimentazione, cura, istruzione, completamente ignorati dai mass media. Ho anche visto una burocrazia che strozza e limita ogni spunto creativo, una presenza mafiosa soffocante e diffusa, uno Stato cieco che continua a violentare il territorio e un senso di solitudine che spesso contraddistingue chi si muove per il cambiamento. Credo, però, che questi siano gli ultimi colpi di coda di un mondo che sta per essere spazzato via.

La dimensione del viaggio è straordinaria. Descrivici un po’ il punto di vista del viaggiare

Viaggiare, come molto meglio di me hanno spiegato molti scrittori del passato, è uno stato dell’anima. Viaggia il camper sulle strade d’Italia, viaggia il mio cuore, il pensiero, la passione. Viaggiano i compagni che condividono con te un certo percorso. Viaggia l’Italia tra un secolo ed un altro, un paradigma culturale obsoleto e uno che va ora formandosi.

La dimensione del viaggio è stata straordinaria per me. La vita in camper non mi è pesata per niente e questo è stato possibile soprattutto grazie alla straordinaria accoglienza che ho ricevuto da nord a sud, sempre e comunque. Vivere in camper non ha significato vivere in uno spazio ridotto, bensì avere il mondo come salotto, le case italiane come cucina, la mia coscienza come camera da letto. Soprattutto ha significato essere coinquilino di centinaia di persone, annusare le loro vite, sentire i loro racconti, in alcuni casi lavorare con loro, camminare sui loro campi, respirare le loro lotte.


“Io sono stato in giro sette mesi, ma avrei potuto stare in camper sette anni e ancora non avrei scalfito la quantità e la qualità delle esperienze che sono sorte e stanno sorgendo sui nostri territori”

A volte mi capita di parlare con gli amici, di discutere temi ‘più in là’ della vita quotidiana. Immagino ti sia capitato nel viaggio. Mi capita anche di notare una certa ‘distanza’ tra quei temi e la vita di tutti i giorni. Tu che ne pensi?

Non sono d’accordo. Credo che un certo approccio intellettuale o filosofico al cambiamento, all’altro mondo possibile, agli ideali che ci animano, abbia caratterizzato (negativamente) il 1900. Oggi, finalmente, il pensiero e l’azione vanno insieme. Chi affronta ‘questi temi’ in modo autentico, non può separarli dalla vita quotidiana per un motivo molto semplice: questi temi sono la sua vita quotidiana.

Tutta questa Italia nuova e proiettata al futuro avrebbe forse bisogno di lavorare di più insieme? E, se sì, come, secondo te?

Ovunque io sia stato ho ritrovato questa esigenza: costruire una rete che valorizzi al meglio le esperienze e che faccia sentire meno solo chi si è messo in movimento. Spesso in passato ci si è provato senza troppo successo. Credo però che i tempi siano maturi e personalmente mi adopererò per questo nei prossimi anni.

daniel tarozzi fine viaggio
“Viaggia il camper sulle strade d’Italia, viaggia il mio cuore, il pensiero, la passione. Viaggiano i compagni che condividono con te un certo percorso”

 

Fonte “Il Cambiamento”

 

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