AMA 2: La tematica analogica del 2016 ARMONIA

Il gruppo AMA 2 a cuore riunito questo anno, nell’ambito della formazione permanente, ha deciso di lavorare sull’ARMONIA.

spirale

Lo sfondo dell’interesse permanente, che ci accompagna da diversi anni è sempre l’AMORE.

L’AMORE con tutte le sue declinazioni, le sue realtà, trattate nelle dinamiche esperenziali, nel secondo gruppo, gestito dai nostri facilitatori, non poteva che sfociare in una presa di coscienza che nel tempo formativo ha maturato il proposito di “Lavorare” sull’armonia.

Questo per noi, significa, comprenderla, nel senso più profondo, farla nostra, nel nostro modo di essere e di vivere la nostra quotidianità. Per questo abbiamo iniziato questa nuova ricerca, questa nuova avventura che ci vede coinvolti nell’analisi, nelle riflessioni, nei nostri vissuti esperenziali  che condividiamo in gruppo e sul nostro spazio in Eleusi.

“Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa”.
(Eraclito)

 

 

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14 risposte a AMA 2: La tematica analogica del 2016 ARMONIA

  1. lucilla bua dice:

    Oggi giovedì 11 agosto una bellissima giornata grazie grazie grazie!
    mi sono svegliata con questo pensiero che mi piace condividere con tutti voi.
    La guarigione è un processo, il quale si realizza percependo gli altri in se stessi e se stessi negli altri e con la consapevolizzazione della Realtà in se stessi e negli altri, tutto ciò si ottiene con l’amore incondizionato.
    L’Amore verso Dio, la Realtà, crea le possibilità generali, mentre per tutti gli altri processi concreti che conducono alla maturazione del Conscio l’uomo deve farcela da solo.
    Il processo della guarigione esprime l’Esistere Infinito, ossia l’Amore come armonia universale.
    Lucilla

  2. Gianna S. dice:

    Dal momento che l’armonia è il Principio Fondamentale che sta alla base della creazione dei Cieli, della Terra e della natura, è estremamente importante conservare, anche da parte di tutti noi esseri umani, lo spirito di armonia nei confronti di qualsiasi cosa e in ogni circostanza della vita.

  3. Gianna S. dice:

    Riflessione dopo una mattina trascorsa in mezzo a persone che, solo perchè sono convinte di aver ragione, urlano.
    Quando si parla agli altri, lo si deve fare chiedendo costantemente a se stessi se il proprio modo di interloquire è “tondeggiante” oppure se è pungente come gli aculei di un riccio di castagna.
    Ci sono persone che vivono comportandosi in maniera così categorica che coloro che stanno loro attorno hanno l’impressione di strofinarsi contro qualcosa pungente, appunto come un riccio di castagna. Il risultato dell’avere questa sorta di carattere è quello di comportarsi in modo tale da distruggere l’ARMONIA.

  4. Non mi sono avventurata in campo calcistico perchè sono proprio allo scuro di tutto e del significato dei ruoli di più.
    Devo dire che avrei bisogno di un traduttore.
    Con il commento di Gabriella ho schiarito le idee e la sua interpretazione del lavoro di gruppo mi è piaciuta molto.
    Sono agli inizi ma trovo che gli incontri siano sempre stimolanti.
    Se possibile, taglierei un po’ la prima parte dedicata a questioni organizzative, perchè sottrae tempo al confronto e alla discussione che è sempre feconda.
    grazie

    • Ennio T. dice:

      Noi siamo dei “mediani” cioè siamo a metà tra cielo e terra. La storia ci dice che abbiamo realizzato delle cose meravigliose, ma abbiamo compiuto anche delle nefandezze. Il nostro essere”mediani” nella vita è quella di possedere la palla, senza commettere falli, senza spintonate o sgambetti, possibilmente con gioia, accettando qualche calcione negli stinchi, per poi passarla a chi farà gol . Tutto ciò è faticoso, perché non abbiamo né i “piedi buoni” né i “polmoni” adeguati, sempre” li nel mezzo”, perché solo con l’incontro-scontro con l’altro riusciamo a migliorare noi stessi. Dobbiamo essere, come già detto, degli atomi consapevoli che devono fare la loro parte per far in mondo che tutto il corpo funzioni in armonia con molecole, organi, membra ecc. Ma il nostro essere “mediani” non ci deve chiudere in questo ruolo anche se ben giocato.E’ importante che ciascuno di noi nella vita, arrivi a scoprire il proprio ruolo nel mondo, anche se è semplice ed umile,perchè realizza che è indispensabile per il bene del tutto.

  5. Gianna S. dice:

    Se ognuno insiste con egocentrismo, dicendo che la propria opinione è la migliore, allora la società si distruggerà. Per evitare ciò, è essenziale incrociare diverse opinioni e formare così l’armonia. Non bisogna litigare o trovarsi in lotta.
    Per questo occorre incrociare le diverse opinioni realizzando l’armonia. Non si devono creare né conflitti né litigi!

  6. Gabriela dice:

    Lo scritto di Mariangela, mi ha portato a riflettere su questa strana posizione del mediano, che in una squadra di calcio favorisce la buona riuscita del gioco, ponendosi come “servitore”. E’ una bella analogia questa. Il nostro percorso di AMA2, ci ha insegnato ad usare le analogie perché sono un linguaggio semplice, comprensibile e che va dritto, diritto alla mente ed al cuore.
    Credo che questa analogia, questo concetto, per quanti come noi stanno calcando il sentiero della vita e della evoluzione partecipata, sia centrale ad ogni percorso evolutivo.
    Aver compreso il gioco di squadra, significa comprendere che nel gruppo AMA si possono realizzare tante cose, in semplicità, gradatamente.
    Ogni gruppo di lavoro evolutivo dovrebbe riconoscere non solo l’importanza di saper ascoltare, accogliere i diversi punti di vista, partecipando, contribuendo alla crescita di tutti, ma comprendere che il gruppo, con le sue diversità, i suoi livelli evolutivi, le sue variate esperienze, è una risorsa.
    Per questo, il lavoro significa accettare di lavorare e proporsi, senza tante false modestie, per ciò che ciascuno è capace di dare. Ognuno con la propria specificità, i propri talenti, mettendoli a disposizione di un bene più grande. Questo perché un Gruppo non è solo la somma dei partecipanti ma è molto di più. Diventa una entità nuova, in continua evoluzione, in continuo cambiamento, aggiornamento.
    Quando noi raggiugiamo questa consapevolezza, non solo impariamo a lavorare insieme, rispettandoci a vicenda, ma ci mettiamo anche nella condizione di aiutare, favorire, come fa il mediano appunto, chi si impegna, per qualsiasi ragione, a mantenere la rotta, o che con sacrificio, nel senso del “sacrum facere”, dona più energie, competenze e abilità specifiche.
    Collaborare tutti, quindi alla buona riuscita dell’opera, significa sostenere tutti i fratelli e le sorelle che, impegnati verso gli stessi obiettivi, calcano il precorso comune. Il sostegno vicendevole, dimentico dell’ego che esige riconoscimenti e plausi, realizza la vera opera dei costruttori.
    In una squadra, tutti lavorano, ognuno con la propria mansione, che magari scopre lavorando. Ognuno sostiene l’atro, nel riconoscimento, del valore, di qualsiasi contributo, con sobrietà ed amore. Questa squadra altro non è che una orchestra che suona la propria ARMONIA.

  7. Sentiamo l’armonia nel corpo.
    Quando ho imparato ad ascoltarmi profondamente, ho notato che quando avvertivo disagio nel mio corpo era perchè non ero stata vera, non avevo detto e fatto cio’ che sentivo davvero: per paura, per insicurezza, o perchè non avevo ascoltato bene me stessa con pazienza lasciando affiorare il mio reale sentire prima di fare o di dire.
    A poco a poco con pazienza ho iniziato a piu’ fedele a me stessa e il disagio, la disarmonia se ne sono andate .

    Se dico quello che penso e faccio quello che penso e sento sono in armonia con tutta me stessa.

    Che miracolo l’ascolto del proprio corpo.

  8. Elisa Masserdotti dice:

    CARO GRUPPO!!!
    per me è un piacere leggere le parole di tutti…vi ringrazio!!

    dopo il mio ultimo viaggio a Roma, in quella città eterna ho avuto modo di riflettere e ho ritrovato molti angoli di ARMONIA. Assolutamente, avendola paragonata ad un attimo di sospensione in cui mi fermo e realizzo la consapevolezza di una sensazione pervasiva, così armonica e sintonica da avere un non so che di magico, ho riscontrato L’ARMONIA nel sentire… quel momento in cui realizzo di stare bene, la felicità, il mio qui e ora totalmente connesso all’amore, per cui la riscontro nello sguardo del mio ragazzo, che mi guarda inconsapevole, nel bacio affettuoso di mio nonno pieno di orgoglio che ha un sapore di ARMONIA, di sentirsi in pace e profondamente connessi ad un qualcosa di indescrivibile perché nel tentativo di fermare il momento esso passa ma la sensazione, quella resta in qualche posto recondito, e può essere rievocata e assaporata quando ho bisogno e CERCO di ripensare all’ARMONIA che si prova quando sai che doni o ricevi un gesto così spontaneo ma ricco d’amore, ad esempio da tua sorella, privo di secondi fini dunque.
    L’Armonia la sento quando sono in auto con la mia migliore amica e cantiamo, e non so più bene dove siamo dirette ma so che siamo in sintonia… forse potrei andare avanti ore e tediarvi ma decido di fermarmi, tanto avrete capito benissimo.

    😀

  9. Flavia Piccinelli dice:

    Armonia, Amore  sono  termini, per me, da riferire soprattutto alla/e relazioni.

    E’ sintonia con me stessa o/e tra 2 o più persone che risuonano come un diapason, che sentono in modo simile per tanti, alcuni, pochi  aspetti della loro anima, del proprio sentire ; è una piacevole combinazione di accordi riferita a me stessa e a me in relazione all’altro. 

    – con me stessa: armonia, comprensione e comunicazione tra le mie parti diverse che si integrano e si comprendono a formare un UNO armonico

    – con l’altra/o: armonia come empatia e resa di me all’altra/o in una comprensione (cum prendo – prendo dentro) semplice, piacevole e reciproca, ci capiamo al volo… anche senza parlare con uno sguardo o nel silenzio, l’energia circola tra di noi senza intoppi, non esprimiamo giudizio, ognuno è libero/a di essere per come è; tutto il mio essere è coinvolto e aperto.

    Nella relazione con la Natura è un’immersione totale: corpo, sensi, anima e cuore in un ambiente naturale nel quale mi sento espandere, carica di energia creativa, sento, di stare bene, di essere in sintonia con il creato e di farne parte in un tutt’uno; questo mi dona una grande quantità di energia che circola tra me e quanto mi circonda, provo una sensazione (erotica) inebriante di apparteneza, di pienezza e di piacere. E’ una predisposizione dell’anima totalmente aperta alla vita.

  10. Mariangela dice:

    Ascoltando la canzone “Una vita da mediano” di Ligabue mi sorge un pensiero, l’armonia si raggiunge quando accettiamo consapevolmente il nostro ruolo nella vita. Questo è un atto di forza e coraggio, che spesso richiede buona parte della nostra esistenza. Ci induce ad essere sereni anche quando il lavoro, il servizio e l’amore che dedichiamo agli altri non ci viene riconosciuto. In questi momenti se riusciamo ad educare il nostro ego, a non voler primeggiare ad ogni costo e ad accettare quietamente ciò che siamo chiamati a svolgere, ecco che la nostra vita prende un sapore ed un colore inaspettati, ci sentiamo completi sereni e quindi in armonia.
    Una vita da mediano… nel calcio è una figura non appariscente, non è l’attaccante di punta, non è il difensore eccellente… ma è per me il collante indispensabile affinché chi deve emergere lo possa fare nel modo migliore possibile.
    Credo che ognuno di noi sia importante ed unico, ma sono convinta che, anche se io sono unica, ciò che conta ed è importante è che quello che faccio di buono rimanga nei gesti e nella memoria anche se poi nessuno ricorda il mio nome o la mia faccia.
    Amore ed armonia vanno di pari passo e sono inscindibili, perciò credo che se noi cerchiamo AMOREVOLMENTE L’ARMONIA troveremo sicuramente serenità e produrremo AMORE ARMONIOSO. un grazie a tutti.

  11. Ennio T. dice:

    Non illuderti che la felicità/armonia possa venire da fuori. Non temere che possa essere l’esterno a farti soffrire. Non avere aspettative e timori nei confronti degli altri. Tu solo sei l artefice responsabile del tuo piacere e del tuo dolore. Enio

  12. Piercarla dice:

    Armonia, che bella parola.
    Solo nel pronunciarla o pensarla, è come se tutto si aprisse, si illuminasse e diventasse pace, gioia, serenità fuori e dentro di me.
    Una figura nel suo profilo, balla armoniosamente, si lascia andare fluttuante nel vuoto, nel silenzio, nella vita.
    E’ una figura eterea, non prova dolore, rabbia o egoismo, ma solo amore e nell’amore si rigenera perchè è la sua casa.
    Nel suo danzare è propensa verso l’alto, verso un qualcosa dove vuole andare, arrivare, verso quel “qualcosa” che da tempo rincorre e che l’attrae per un bisogno che ha dentro di sè.

  13. Gianna dice:

    Quando penso all’armonia vedo un arazzo, un grandissimo arazzo composto da milioni di fili di tutti i colori, uniti e intrecciati.
    Formano un’immagine non definita ma non per questo è meno bella.
    Ci sono tutti i colori e ognuno si armonizza con gli altri.

    L’altra immagine è rappresentata dall’orchestra, in particolar modo un’orchestra costituita a Israele dove i musicisti sono ebrei, israeliani e cristiani. Suonano insieme senza divisioni. Ognuno suona il proprio strumento senza voler prevaricare sul suono prodotto dagli altri e il risultato è SINFONIA.

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